Eventi - 27 febbraio 2026, 13:30

Oltre il podio, Angelica Bove trionfa con la critica: "Il mio progetto è un atto di libertà"

La finalista della categoria Nuove Proposte a Sanremo 2026: "Ho portato la mia storia, questi premi sono un privilegio, un onore e una meraviglia”

Foto di Duilio Rizzo

Foto di Duilio Rizzo

Ha ottenuto i premi della critica Mia Martini e della sala stampa Lucio Dalla, ma non ha conquistato la vittoria: Angelica Bove in sala stampa il giorno dopo la finale delle Nuove Proposte è sorridente e grata: “Il riconoscimento per la qualità del mio progetto è un onore, il primo mattoncino di un anno di lavoro con il team in cui credo fortemente” ha commentato. “Ho portato la mia storia, il premio è un privilegio un onore e una meraviglia”.

Sia Bove che il vincitore, Nicolò Filippucci, hanno avuto un’esperienza nei talent show prima di approdare a Sanremo: “Sono esperienze molto diverse: in un programma televisivo c’è una formazione a tutti gli effetti, e lì  capisci cosa vuoi e cosa no” spiega. 

Il mio progetto è totalmente autobiografico, il mio disco, uscito il 30 gennaio, si chiama Tana, è un disco suonato, avevo necessità di portare la mia identità musicale. Federico Nardelli, il mio prodè stato il mio maestro, aveva fortissima intuizione su di me, mi sono lasciata trasportare e mi sono sentita al sicuro. Il filo rosso per l’album era che ogni brano parlasse di me a 360 gradi, e 'Mattone' è nata perché ci siamo resi conto che mancava una parte, quella più sofferta ma anche la più formativa di tutte. Il dolore mi ha donato prospettive di vita importanti, ho visto la vita da un altro punto di vista: dopo aver sofferto ho incontrato di nuovo la luce, e il mio progetto musicale è l’unico spazio in cui mi concedo di esorcizzare il dolore, dove mi racconto senza pudore”.

Dopo Sanremo, Angelica Bove pensa ai mesi che verranno: “Mi aspetto di portare il disco live quest’estate: il disco è tutto suonato, ‘marcissimo’, come direbbe Nardelli, e non vedo l’ora”. 

Non aver conquistato la vittoria a X Factor non è motivo di delusione per Bove, che non considera i risultati raggiunti all’Ariston come una rivincita: “La parola rivincita è sinonimo di perdita, ma non ho mai vissuto questa dinamica, non ho mai pensato a questo sistema come gioco in cui si vince o si perde. Per me promuovere il proprio progetto è una grande occasione. Quello che mi porto dietro da questa esperienza è la consapevolezza che tutto è buono e che il tempo se usato bene è uno strumento importantissimo”. 

Salire sul palco per l’esibizione è infatti solo la punta dell’iceberg di un lungo lavoro: “Mi sono preparata tanto, mi sentivo sicura della mia canzone e del mio progetto. Rimanere sempre in asse è molto importante” ha concluso l’artista romana. 

Chiara Orsetti

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