Cercare di essere se stessi e di conservare la propria fragilità in un mondo sempre più performante è uno dei temi portati da diversi cantanti in gara al 76° Festival di Sanremo. Tra loro c’è anche Enrico Nigiotti che torna sul palco dell’Ariston con il brano “Ogni volta che non so volare”.
“Penso che sia fondamentale anche capire le proprie fragilità - commenta l’artista - ma non vuol dire doversele levare. Le fragilità e le paure sono umane. Essere fragile è umano e va accettato senza voler essere di acciaio”.
Nigiotti, ex concorrente di Amici e di X Factor, è alla sua quarta partecipazione al Festival di Sanremo: “Sono molto felice di essere qua, sto bene. Cerco di far bene l'esibizione. Quello che mi interessa è stare lì sul palco, fare bene, scendere e basta”.
Tante le collaborazioni con le nuove generazioni sia sul palco sia nel nuovo disco: “Con Olly sono super amico, Alfa verrà con me venerdì al duetto, insomma, le nuove generazioni a me danno tante cose in più. Se ne parla sempre male, ma in realtà io trovo che ci sia più scambio tra di loro, ci sia più collaborazione”.
Tra la scrittura di una canzone e l’altra, Nigiotti si dedica anche alla produzione di vino: “Sì, ora sono 3 anni che faccio il mio vino. È una passione che avevo da sempre perché comunque essendo toscano sono un bevitore, sono un consumatore di vino e con mio nonno facevamo il vino e l'olio in campagna. Così quando è uscita 'Nonno Hollywood’ mi è sembrato bello omaggiarlo anche con 2000 bottiglie. È un hobby. Forse mio nonno avrebbe preferito più bere il vino che ascoltare la canzone, insomma, li faccio tutti e due, non si sa mai."
La paternità e l'augurio per i figli: “Per i miei bimbi mi auguro che cadano tante volte per imparare a rialzarsi. Per me vanno corazzati i figlioli, non vanno troppo protetti e mi auguro anche che siano liberi come lo sono io, con tutte le difficoltà che ti crea l'essere libero, però io penso questo."









