Eventi - 26 febbraio 2026, 17:24

Festival di Sanremo, Tredici Pietro all’esordio: “Sono caduto cento volte, ma sul palco sono io”

Con “Uomo che cade”, il figlio di Gianni Morandi ironizza sul debutto senza audio, rivendica la sua identità artistica e celebra la forza dei tentativi, tra il sostegno del padre e la lezione di Fibra

Foto Duilio Rizzo

Foto Duilio Rizzo

Inizia l'incontro con la stampa replicando con ironia i primi secondi senza audio, che hanno segnato la sua prima serata martedì.

Tredici Pietro, all'anagrafe Pietro Morandi, ha debuttato alla 76esima edizione del Festival di Sanremo con “Uomo che cade”. “Bene che mi si dica che sono uguale a mio padre, ma io sono io” ci tiene a ricordare.

Figlio del Gianni nazionale, è nato sotto il segno della musica e fin da piccolo sceglie una sua precisa identità artistica avvicinandosi al rap. Lo stesso papà lo ha sostenuto in questa sua nuova avventura pubblicando sui social un tenero scatto di loro due, quando Pietro era ancora un bambino.

Un brano uscito in modo naturale circa un annetto fa – spiega la genesi di 'Uomo che cade' - , parla di quanto sia bello cadere poteva anche essere quanto sia bello uno che ci prova. Io ci ho provato 100milavolta. Il cadere è funzionale al riuscirci e non mollare e non dirsi di no prima degli altri. Una volta vincitori e 100 sconfitti. La caduta è figlia diretta del tentativo, per riuscire possiamo farlo solo noi”.

Tornerà ad esibirsi stasera sul palco dell'Ariston tra i 15 big. Intanto, guardandosi indietro analizza: “Da 'Pizza e fichi' sono passati 8/9 anni e sono cresciuto e mi sono lavato da un ego superfluo, trattenendo però la stessa inconsapevolezza e energia della giovinezza. Questo brano inizialmente si chiamava 'bimbo che cade', ma prendendo consapevolezza della mia età e crescita artistica in un confronto autoriale è diventato 'uomo'. Se non avessi scritto questo brano non avrei avuto il coraggio di essere su questo palco”.

La collaborazione con Fibra? “Mi ha cambiato la vita, uno dei più grandi artisti della mia generazione e mi ha dato un'autostima differente e mi ha fatto capire che io valgo”.

Venerdì esce 'Non guardare più giù” nuova edizione dell'ultimo album con l'inedito sanremese.

Sempre venerdì duetterà con Galeffi, Fudasca & Band sulle note di 'Vita' di Gianni Morandi e Lucio Dalla.

Per me cantare con i miei amici è la cosa più naturale possibile e anche un modo onorare la mia storia e la storia della mia famiglia è ancora di più. Cantarlo con i miei amici è un ansiolitico. Se un brano sopravvive a 5 epoche significa che è di gran valore”.

Il rapporto con i pari lo emoziona: “Mi fa commuovere stare con i ragazzi e i bambini, li sento vicini e mi sembra di capirli di più e di essere capito di più”

Sara Aschero

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