Festival di Sanremo - 26 febbraio 2026, 11:48

76° Festival di Sanremo, Ermal Meta: “Stella stellina è lo specchio del mondo in cui viviamo"

Domani uscirà il sesto album in studio, un disco ‘pensato per i live’. “Il silenzio è il grande tema del mondo di oggi” racconta l’artista che ha deciso di accompagnare il brano con un racconto per sostenere Save The Children Italia

Una riflessione potente sull’attualità, sull’inverno dell’umanità, per continuare a tenere alta l’attenzione sull’orrore della violenza.

Ermal Meta ha scelto di tenere fede al suo impegno di cantautore, raccontando ciò che vive e che osserva. In questa settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo lo fa con “Stella stellina”, una canzone nata in casa, in venti minuti, circondato dalle sue figlie ma con negli occhi le immagini della guerra in Palestina.

La genesi del brano è arrivata in momento di vita quotidiana, in casa: “Stavo canticchiando la filastrocca a mia figlia, avevo appena visto un video su Instagram con lo sguardo di una bambina palestinese. Ho sovrapposto le due cose. Come si è addormentata, sono sceso in studio e quello che era una melodia in maggiore è diventata in minore”.

Ancora ieri sera, al termine della sua esibizione, ha voluto ribadire come ‘i bambini dovrebbero fare rumore e non fare silenzio’. E proprio dal silenzio Ermal parte a raccontare: “Il silenzio è il grande tema del mondo di oggi. Questa canzone porta con se un paradosso ed è quello del mondo in cui viviamo. Se non ascolti il testo ti viene voglia di ballare ed è fatto apposta. Poi ascolti e ti fermi un attimo, poi ritorni a ballare. Questo è lo scrolling. Nulla ci mette in pausa veramente, vediamo gattini, palestra, bambini che muoiono, ancora feste, cantanti di turno, bambini che muoiono. È uno specchio del mondo in cui viviamo. Nel mondo di oggi fanno più rumore gli adulti che i bambini ma questo mi preoccupa alquanto. Ci autoinfliggiamo il silenzio. Non si può dire Gaza, Palestina, non sono bestemmie., la bestemmia è che vengano cancellate”.

La primavera che canta in ‘Stella stellina’ è “la voglia di rinascita, un’attesa. La primavera coincide con la fine dell’inverno. Ma ci sarà un altro inverno e un’altra primavera. Tutto è ciclico, ma forse stiamo vivendo l’inverno dell’umanità”.

A proposito del brano, per il cantautore non è importante che il brano piaccia o meno: “A me interessa dirlo e sentirmi libero di tenere fede al mio impegno di cantautore, quello di essere coerente con me stesso”.

Ad accompagnare la canzone ci sarà anche un racconto dal titolo omonimo, edito da La Nave di Teseo. Illustrato da Michele Bernardi, racconta cosa accade al ritorno a casa del protagonista del brano. “È una bambina palestinese vista dagli occhi di un suo connazionale. La storia che ho scritto è quello che succede dopo. Quella bambola che torna da sua figlia”.

I proventi della vendita generati dai diritti d’autore saranno devoluti a Save The Children Italia: “Ho sentito di fare la stessa cosa che avevo fatto nel 2018. Ho toccato con mano quanto è importante. Molto spesso ci si ferma davanti alla consapevolezza che tutto sia una goccia. Nel 2018 avevo devoluto i diritti a Emergency e tre anni dopo ho ricevuto una mail bellissima in cui mi veniva detto che grazie al nostro contributo era stato costruito un ospedale in cui avevano curato 12mila persone. Una vittoria bellissima. Ho pensato che se fossi tornato avrei fatto la stessa cosa”.

Un altro segno tangibile è quello che Ermal Meta ha scelto di portare sul palco in ogni sua esibizione, il nome di bambini uccisi nel genocidio ricamato sugli abiti “È un modo per usare dei nomi, sono importanti. Non basterebbero i vestiti di tutti noi cuciti su ogni posto libero per mettere i nomi di tutti i bambini morti a gaza negli ultimi anni. È un simbolo. Il nome è un incantesimo, tanti Incantesimi sono stati spezzati. Era doveroso dare un nome. Forse era anche un modo per non sentirmi da solo sul palco, in fin dei conti non sto parlando di me, forse sto parlando anche della mia incapacità di fare qualcosa. Non voglio che si dica ‘lui è quello dei temi sociali’ non è così. La mia discografia è varia. Un cantautore ha il compito di raccontarsi e di raccontare quello che vive intorno”.

Domani uscirà ‘Funzioni vitali’, il sesto album in studio dell’artista che sarà impegnato nel tour nei club da fine aprile: “Non è un album di genere - racconta -, mi piace sperimentare con i suoni. Il tema ricorrente, il fil rouge è il tempo. Il tema del tempo visto sia come un rifugio sicuro sia come inganno, perché è capace di creare bolle di passato nella tua mente che non sono com’erano”.

Dodici canzoni, tredici nell’edizione vinile, pensate anche per essere suonate dal vivo con basso e batteria ‘prepotenti’, accompagnati dalle chitarre, impastate dall’elettronica in una chiave contemporanea: “È stato scritto con un’impronta, un cuore organico in ogni canzone”, ribadisce Ermal Meta.

Un passaggio di speranza per ‘non spegnere la luce’ sul mondo e per prepararsi alla primavera che verrà.

Isabella Rizzitano

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