“Labirinto” è il brano portato in gara da Luché. Il rapper napolentano calca il palco dell’Ariston per la prima volta. “Le emozioni sono molto difficili da descrivere. Hai un peso addosso di dover per forza fare bene, questa è la parte difficile da controllare. Bello poter parlare con professionisti con idee diverse. Senza confronto non c’è crescita, ma il 90% del tempo l’ho passato a controllare ansia e paura di sbagliare”.
Il brano parla di una relazione finita, ma che proprio finita non è: “È una metafora della vita, dell’amore, ma anche del mio cervello. Credo si entri e esca da questo labirinto che è la nostra mente, ma va bene, perché ci permette di conoscerci. La consapevolezza di noi stessi credo sia la chiave per risolvere i nostri problemi”.
Un’esperienza quella del Festival di Sanremo che Luché, nome d’arte di Luca Imprudente, sta comunque apprezzando nonostante la tensione: “Devo dire che per ora è un’esperienza bellissima. Ti fa crescere come artista perché devi controllarti ed essere concentrato. Uno deve venire qua quando ha qualcosa da dire e quando c’è tanta gente che ti ascolta. L’Italia spesso non lancia questo messaggio. È un Paese carismatico, ma negli ultimi decenni sembra voler ribadire di restare umili, ma sfigati. I ragazzi invece devono credere nelle proprie capacità e si devono lanciare.”
Alle critiche mosse per l’uso dell’autotune replica: “Mi affaccio alla melodia da poco. Nel mio pezzo non c’è solo l'autotune, ma ci sono sei effetti per creare un sound internazionale, in Italia qualcuno ancora storce il naso non capisco perché”.
Non mancano le stoccate a quelli che secondo Luché gli hanno sbattuto tante porte in faccia, dalle radio ai giornali: “Nel corso della mia carriera sai quanti no ho ricevuto? L’Italia di alcuni talenti si accorge tardi. Ho scelto di venire qua per questo. Ho fatto tanti sacrifici, credo nella mia musica, mi metto in gioco. Ci sono tanti artisti al di là dell'età hanno qualcosa da dire”.
“Molti ragazzi non iniziano per paura ed è una cosa che mi dispiace tanto. Pensare di meno e di agire di più, non temere di non avere certezze nel futuro”.
Nel cover, Luché sarà con Gianluca Grignani: “Siamo simili, sappiamo più prendere le critiche che i complimenti, ci emozioniamo quando ce ne dicono uno. Sono un romantico e sensibile, ma sono stato attaccato per decenni. Essere sfrontato è forse un’armatura”.
















