Eventi - 25 febbraio 2026, 16:46

76° Festival di Sanremo, Enrico Nigiotti torna in gara: "Canto la bellezza di sentirsi fragili"

L’artista livornese all'Ariston con 'Ogni volta che non sai volare': "Questo brano è molto importante per me, è un fiore, e questo palco era il vaso giusto dove metterlo per farlo crescere al meglio"

Il ritorno di Enrico Nigiotti sul palco dell'Ariston, per la sua quarta partecipazione al Festival di Sanremo con il brano Ogni volta che non sai volare, segna un momento di profonda maturità umana e artistica. Nonostante l'esperienza, Nigiotti vive l'evento con una freschezza immutata: “Puoi averlo fatto anche mille volte, ma è come se fosse la prima volta”, spiega l’artista, sottolineando come ogni Festival sia diverso perché cambiano il tempo, la persona e, soprattutto, l'emozione della canzone portata in gara. Quest'anno, ammette di essersi sentito letteralmente “abbracciato” dal suo brano.

Contrariamente a quanto si possa pensare, Ogni volta che non sai volare non è stata scritta appositamente per la kermesse. È stato il brano stesso a "portare" Nigiotti a Sanremo. “Tra i brani del disco ho scelto questo perché per me era molto importante e molto diverso dagli altri. È un fiore, e Sanremo era il vaso giusto dove metterlo per farlo crescere al meglio”.

La nascita della canzone ha una natura quasi cinematografica: è il frutto di una notte insonne. Nigiotti ricorda di essersi svegliato nel cuore della notte, rimanendo immobile “tipo sarcofago” per non svegliare chi dormiva accanto a lui, con i cani sotto il letto, guardando il soffitto e iniziando a riflettere su quel flusso autentico e fragile di coscienza che poi è diventato musica.

Il legame con la sua terra, Livorno, resta il pilastro della sua identità. “Sono fiero e orgoglioso di essere livornese”, dichiara, raccontando come anche durante i giorni frenetici del Festival senta il bisogno di camminare sul mare alle sette di mattina, proprio come fa a casa davanti alla Terrazza Mascagni. Per Nigiotti, Livorno è l'unico posto dove non è "il cantante", ma semplicemente Enrico: “La bellezza di Livorno è che a nessuno gliene frega nulla che sono Nigiotti, ed è la cosa più bella del mondo”.

Questa autenticità si rifletterà anche nel suo prossimo tour: la prima data annunciata, che definisce “un sogno”, sarà il 21 novembre al Modigliani Forum di Livorno, il suo primo palazzetto.

Uno dei temi centrali del pensiero di Nigiotti è l'accettazione della fragilità. Prendendo spunto dai suoi figli gemelli di tre anni, l'artista osserva come il cadere sia fondamentale per imparare a correre. “Mi piace essere un essere umano e continuare a camminare con la testa tra le nuvole e la merda sotto i piedi”.

Il suo percorso professionale ne è la prova: ha iniziato seriamente questo mestiere a 30 anni, dopo aver lavorato anche come magazziniere, e ancora oggi vive con l'incertezza tipica di chi ama la propria libertà. “L’unico vero 'no' che ti puoi dire nella vita e che ti fa smettere è il tuo, non quello degli altri”, ricorda, sottolineando che bisogna provare di tutto per fare ciò che si ama e vivere liberi.

Per la serata delle cover, Nigiotti ha scelto di duettare con Alfa sulle note di En e Xanax di Samuele Bersani."Portare un gioiello simile e farlo conoscere a un sedicenne è fare cultura” Il brano affronta il tema della sanità mentale, un argomento che Nigiotti ritiene urgente e attualissimo, sintetizzato nella frase: “In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore”.

L'artista elogia apertamente la nuova generazione, citando Alfa e Olly (con cui ha collaborato nel nuovo disco), per la loro capacità di condividere il lavoro senza presunzione: “Non se la tirano, e questa è una cosa fondamentale”.

Riflettendo sul suo repertorio, Nigiotti torna spesso a Nonno Hollywood, una canzone inizialmente bocciata da tutti, ma diventata poi un "sacrario" emotivo per chiunque abbia subito una perdita. Sebbene avrebbe preferito non scriverla pur di avere ancora suo nonno accanto, quel brano gli ha insegnato l'importanza della verità: “Bisogna sempre scrivere con la verità... quando sono felice, io esco".

Dal nonno ha imparato la lezione più importante per la vita e per l'agricoltura: Enrico Nigiotti produce infatti un vino Bolgheri DOC, circa 2000 bottiglie chiamate proprio "Nonno Hollywood": “In campagna non c’è bisogno solo del sole, serve anche la pioggia. C’è bisogno di dolore per capire cos'è la felicità”.

La nascita dei suoi gemelli ha cambiato radicalmente la sua “camminata della vita”. Sebbene cerchi di tenere la sfera familiare protetta e lontana dai riflettori perché “Mi piace che casa rimanga protetta da tutto il resto, la porto nelle canzoni”, Nigiotti ha le idee chiare sul futuro dei suoi figli. Se volessero intraprendere la sua strada, non cercherebbe di proteggerli eccessivamente: “I figli vanno corazzati, non protetti. Bisogna lasciarli andare. Se poi inciampano, capiranno da soli come non farlo più e troveranno il loro passo”. 

Il nuovo progetto discografico si intitola Maledetti Innamorati, un nome che racchiude l'essenza di chi, come lui, si sente un “camminatore in salita”. Attraverso le sue canzoni, che definisce “fotografie emotive”, Nigiotti continua a sigillare frammenti di tempo per non perderli, offrendo al pubblico un diario aperto sulla bellezza di restare umani in un mondo che premia solo chi vince.

Chiara Orsetti

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