Politica - 25 febbraio 2026, 17:02

Lavoratori frontalieri, Ventimiglia Futura: “San Ludovico al collasso, servono treni potenziati e sconti autostradali”

Il movimento boccia l’ipotesi di bus privati: “Non risolvono il collo di bottiglia. Servono soluzioni strutturali condivise”

Lavoratori frontalieri, Ventimiglia Futura: “San Ludovico al collasso, servono treni potenziati e sconti autostradali”

La frontiera del Valico di San Ludovico resta il nodo centrale della mobilità transfrontaliera. Una criticità aggravata dai lavori in corso e da una pressione già strutturalmente elevata: ogni mattina, tra le 6:00 e le 8:30, circa 1.700 frontalieri attraversano il confine diretti verso la Francia e il Principato di Monaco, creando un vero e proprio collo di bottiglia. Secondo Ventimiglia Futura, in questo contesto l’ipotesi di un bus privato su prenotazione rischia di essere inefficace, perché destinata a rimanere intrappolata nello stesso traffico che oggi penalizza migliaia di lavoratori. “La mobilità transfrontaliera non può essere affrontata con soluzioni sperimentali che aggirano il problema”, sottolinea il movimento.

Le proposte avanzate puntano invece ad agire sulle cause strutturali. In primo luogo, il potenziamento del servizio ferroviario attraverso accordi preventivi con SNCF, per aumentare le frequenze nelle fasce 6–8, incrementare la capacità dei convogli e garantire maggiore affidabilità nelle ore di punta. Il treno viene indicato come l’unica alternativa realmente in grado di spostare grandi numeri senza aggravare la viabilità stradale. Accanto al ferro, Ventimiglia Futura propone agevolazioni autostradali durante i lavori alla frontiera: intese con la società concessionaria e abbonamenti calmierati per i frontalieri, così da incentivare l’uso dell’autostrada e alleggerire il traffico urbano e il valico di San Ludovico. Misure che, secondo il movimento, avrebbero “un impatto immediato e concreto, perché distribuiscono i flussi e riducono la pressione sul punto più critico”.

La richiesta finale è chiara: serve una strategia coordinata tra Italia, Francia e Principato di Monaco, basata su interventi infrastrutturali e accordi strutturali. “I frontalieri non chiedono servizi aggiuntivi – conclude Ventimiglia Futura – chiedono soluzioni che funzionino davvero”.

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