Il Teatro come opportunità, come terapia per un territorio a rischio. Un seme di cultura, di legalità, di bellezza, celebrando il teatro, la musica e una delle sue figure artistiche più rappresentative. È nata a Cardito, a due km dal Parco Verde di Caivano e ad altrettanti dal Rione Salicelle di Afragola, la prima opera, il primo presidio culturale intitolato al celebre direttore d'orchestra recentemente scomparso: il nuovo Teatro Comunale "Peppe Vessicchio", realizzato grazie a un finanziamento di 4 milioni di euro della Città Metropolitana di Napoli.
Periferie difficili, in cui l'esempio del Maestro, napoletano d'origine, che ha sempre tenuto saldo il legame con la sua terra, può costituire un'opportunità per recuperare tanti giovani a rischio devianza sulla via della cultura, della bellezza e della legalità.
E ora prende vita la programmazione delle attività, con eventi che riguarderanno i ragazzi delle scuole del territorio – dal teatro sperimentale alla teatroterapia, dallo studio di discipline come regia, scenografia, illuminotecnica, al cinema, alla danza e alla musica - e che prevedono un loro coinvolgimento finanche nel Premio Strega Giovani.
La presentazione è avvenuta questa mattina a Sanremo, a Casa Vessicchio, il nuovo spazio aperto alla creatività, alla formazione e alle arti dedicato al grande Maestro nella città dei fiori in occasione del Festival della canzone.
“Il Teatro Vessicchio un’opportunità per un territorio a rischio”
“Sarà un punto di riferimento in sinergia con parrocchie, associazioni e scuole. Non sarà una cattedrale nel deserto, ma un centro polivalente aperto, dotato di tecnologie all'avanguardia, aree verdi e spazi inclusivi per i disabili”, ha affermato il Vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli e Sindaco di Cardito, Giuseppe Cirillo. “E la programmazione che stiamo mettendo in campo va proprio nella direzione che ci siamo prefissati: fare del Teatro, anche grazie al grande esempio del Maestro Vessicchio, uno strumento per combattere attivamente il disagio giovanile, offrendo ai ragazzi orizzonti futuri più solidi”.
Commosso il ricordo della figlia, Alessia Vessicchio: “Mio padre è sempre stato profondamente napoletano e fiero delle sue origini. Si è sentito sempre il ragazzo di Pianura, un ragazzo del popolo, che grazie alla cultura e alla musica ha avuto la sua opportunità ed è diventato il grande Maestro che tutti abbiamo amato. La cultura è l'unica opportunità nella vita, ma purtroppo non a tutti è dato averne. Il Teatro sarà proprio questo: cultura e opportunità in un territorio in cui c'è molto bisogno di spazi in grado di creare un’alternativa per i giovani, e non solo. È un onore vedere intitolato a lui il Teatro di Cardito: inclusione e aggregazione sono valori che mio padre ha sempre sostenuto”.
E poi, riferendosi anche all’omaggio andato in onda nella serata di ieri durante il Festival, ha commentato: “C’è omaggio e omaggio. Una cosa è una breve clip, già vista, e un’altra cosa è consegnare a imperitura memoria il nome di Peppe Vessicchio intitolandogli un Teatro, tra l’altro affidandogli una missione in un territorio molto delicato”.
"La scelta di realizzare il Teatro Vessicchio – ha sottolineato in un videomessaggio il Sindaco metropolitano, Gaetano Manfredi, Presidente nazionale ANCI, a Napoli per la presenza del Presidente Mattarella - è stata come piantare un seme di cultura, di legalità, di bellezza in un’area di grande disagio sociale, che registra la quasi totale mancanza di strutture ma in cui c’è grande voglia di riscatto. Il mio grazie ad Alessia e a tutta la famiglia Vessicchio per aver accolto con entusiasmo la nostra proposta di perpetuare il ricordo di un artista di straordinario valore professionale e umano, che ha saputo unire le generazioni e lasciare un segno indelebile nel nostro patrimonio culturale".
“Il Maestro Vessicchio ci ha diretto a Sanremo 2012 con la canzone ‘Sei tu’: ho un ricordo straordinario di lui, professionista straordinario di grande umanità. Caro Peppe, ‘Sei tu’ quello che ci ha insegnato la strada”, il ricordo di Piero Cassano, co-fondatore dei Matia Bazar, due volte vincitore del Festival di Sanremo, che ha partecipato alla conferenza con la giovane cantautrice Cecilia Larosa: “La musica insegna ai giovani che c’è anche un'altra possibilità di vivere la vita”.
Presente anche il Presidente di ANCI Campania, Francesco Morra.
Dalla “Teatroterapia” alla danza, dal cinema alla musica ai progetti inclusivi: il programma per sottrarre i giovani a percorsi di emarginazione e illegalità
La proposta che le istituzioni hanno messo in campo non si limita alla programmazione artistica, ma si configura come un vero e proprio presidio sociale e pedagogico per l’area nord di Napoli, con eventi che riguarderanno i ragazzi delle scuole del territorio e che prevedono finanche un loro coinvolgimento nel Premio Strega Giovani.
Il Teatro come Sperimentazione e Cura
Ci saranno progetti di Teatro sperimentale, di ‘Teatroterapia’, gestita da psicoterapeuti specializzati, con l’obiettivo rivolto non solo alla tecnica recitativa, ma anche alla risocializzazione e al reinserimento sociale di ragazzi a rischio, di bambini con forte disagio e di persone con disabilità, per sviluppare processi creativi e dinamiche di gruppo.
Tra le altre attività, il Teatro con la famiglia, ovvero spettacoli teatrali per bambini insieme ai genitori, per avvicinare i più piccoli al linguaggio teatrale; la promozione di concorsi teatrali; la creazione di un'Accademia delle arti del teatro, rivolta a giovani talenti, per una formazione completa per l’inserimento professionale nel campo del teatro e del cinema: previsti corsi di interpretazione, regia, scenografia, costumistica, illuminotecnica.
Cinema, danza, musica
Per il cinema e l’audiovisivo, prevista la programmazione di film in prima visione, rassegne d'essai dai grandi festival, Cineforum tematici e un festival specifico sul ruolo della donna, cortometraggi.
L’arte della danza vedrà, invece, attività formative e performative (danza classica, moderna e folklorica), mentre per la musica previsti corsi di canto e di strumento, in particolare del mandolino napoletano, e la creazione di un Coro stabile, il tutto avvalendosi della professionalità di docenti dei Conservatori musicali.
Il Teatro come Centro Comunitario
Il Teatro Vessicchio sarà aperto a mostre, da allestire nel foyer e nella galleria, a iniziative su tematiche sociali quali la violenza di genere, bullismo, ambiente, immigrazione, nei propri spazi polivalenti come la biblioteca e le sale multimediali. In programma anche il Festival internazionale di Artisti di Strada e un’iniziativa specifica per i ragazzi con disabilità, un racconto/favola sulla loro vita attraverso dialoghi, recitazione, scrittura creativa, pittura e musica.
“Storie di periferia” con Miriam Candurro, Lorenzo Pavolini e il Premio Strega Giovani 2026
“Storie di Periferia”, progetto dedicato ai giovani delle scuole, trasformerà il teatro in un luogo di espressione e riscatto contro la devianza. Il programma prevede appuntamenti con Lorenzo Pavolini conduttore Rai, con l'attrice di Un Posto al Sole Miriam Candurro e con il regista Rosario Lerro.
Il percorso si inserisce nella cornice del Premio Strega Giovani 2026, che vedrà i giovani del territorio impegnati come giurati nel valutare la migliore narrativa italiana contemporanea.
Il Teatro Vessicchio è stato messo anche a disposizione per consentire la prosecuzione delle attività del Teatro Sannazaro di Napoli bruciato nell'incendio dello scorso 17 febbraio.














