Festival di Sanremo - 25 febbraio 2026, 18:13

76° Festival di Sanremo, Francesco Renga: “Il meglio di me è la mia rivoluzione”

L’artista torna in gara dopo la partecipazione del 2024 in coppia con Nek con quello che per lui è “un invito alla maturità emotiva”

Francesco Renga torna in gara al Festival di Sanremo e lo fa con un brano ‘Il meglio di me’, qualcosa che per lo stesso artista riassume ‘una cosa semplice e nello stesso tempo rivoluzionaria”.

Raccontando la canzone che ieri sera ha esordito sul palco dell’Ariston, Renga ha spiegato: “Viviamo in un tempo in cui gli uomini rischiano di nascondere quello che non funziona, le parti fragili, le paure per paura di crollare, ma è proprio guardando quel peggio e assumendosene la responsabilità che si può davvero cambiare. Questa canzone dice una cosa nuova. Non è l'altro a dover sistemare ciò che non va, ma sei tu. Non sono gli altri a caricare addosso il buio è l'uomo che decide di attraversarlo per portare il meglio di sé. 'Il peggio di me, lascialo in macchina', non è una scusa, è la dichiarazione di chi sceglie di non far pesare sugli altri ciò che deve prima affrontare da solo”.

Ancora: “È un invito alla maturità emotiva, alla responsabilità e a non scappare più, a dire 'Ok, sì, non sono perfetto, ma ci sto lavorando. Per davvero il meglio non arriva negando il peggio, arriva guardandolo dritto negli occhi, disinnescandolo e scegliendo chi essere. Questa è la storia della canzone e forse un nuovo modo di essere uomini”.

Al termine di Sanremo, Renga tornerà in studio per concludere l’album che è ancora in fase di scrittura: “È un momento molto particolare per me. Ho cambiato etichetta, sono staff tutto nuovo, quindi è un momento, è una svolta importante, una delle tante di questi 40 anni di lavoro e di divertimento”.

Finito il lavoro in studio, inizierà un nuovo tour nei teatri che partirà da ottobre: “Saremo nei nostri bellissimi teatri con uno spettacolo che sto immaginando e pensando fin d’ora". 

Nella prima esibizione, l’artista ha portato sul palco un modo nuovo di cimentarsi con la voce che è anche un nuovo modo di raccontarsi: “Oltre alla scrittura nuova, ho lavorato con uno staff e sono riuscito finalmente a trovare forse la quadra di tutto, cioè scrivere un linguaggio musicale e non solo che fosse rispettoso di quella che è la mia storia e anche la mia vocalità che comunque come tutti sanno, è di derivazione classica poi alla fine è anche la mia scrittura. Ho lavorato moltissimo, soprattutto sulla vocalità che è stata asciugata che poi era un po' la cifra del mio canto in questo momento era diventata forse un po' pesante soprattutto per la scrittura di canzoni come quella che ho portato ieri su questo palcoscenico e quindi ho tolto i glissati. Arrivo alle note in maniera diretta. Non è facile perché io, per esempio, nel salto d'ottava dal ci sarei arrivato per toni, ci sarà arrivato in maniera completamente diversa. Invece la scrittura moderna, insomma, di questi ragazzi è completamente diversa”.

Sempre sulla parte tecnica: “Per una vocalità come la mia è difficile fare un salto d’ottava in quel modo. Io ho dovuto lavorarci anche per arrivarci senza glissati in maniera diretta, però questo rende tutto più naturale, più diretto, più a livello proprio parlato, più asciutto ed era quello che volevo fare. Fare non è semplice perché dopo che canti per 40 anni in un modo arrivare a scrivere e cantare un pezzo così su questo palcoscenico non è una cosa scontata, però mi fa piacere che sia riuscita e anche in maniera naturale”. 

Renga si è detto molto soddisfatto del debutto del brano: “Ieri c'era una consapevolezza nuova per me anche su questo palco che si è tramutata in una sorta di pace che ha fatto in modo che poi la performance fosse così naturale, nonostante dietro ci fosse un lavoro veramente difficile e duro”.

Un percorso che nella scrittura ha visto un importante lavoro con la figlia, Jolanda: “Volevo che proprio niente fosse sbagliato, niente fosse lì per caso, nessuna parola, nessuna immagine. E volevo che poi il tutto io penso che alla fine la canzone debba essere semplice, debba risultare semplice anche nella sua complessità e soprattutto nel messaggio che dà. È molto difficile in realtà scrivere una buona canzone che abbia delle tematiche importanti e che arrivi a tutti in maniera diretta. E questo era il compito più difficile oltre a quello del canto. Quindi mi sono fatto aiutare sì da mia figlia, però il percorso è lunghissimo, in realtà arriva da lontanissimo, dal mio rapporto con le donne, falsato dalla mancanza di mia madre che ho perso giovanissimo ed è stata un po' ha segnato tutta la mia poetica, tutto il mio rapporto con le donne, tutto quello che è successo nella mia vita che mi ha sempre portato a scappare”.

È stta lei a fargli cambiare prospettiva: “Mi ha costretto a non scappare più, mi ha costretto a fare i conti con questo buio con questo groviglio che avevo dentro e che mi ha sempre portato nel momento in cui stavo male a non voler far star male la persona che magari avevo davanti e a decidere di scappare per questo, creando in realtà un un disagio e un rapporto che poi si si rivelava tossico, quindi ero io tossico, perché non avevo risolto quelle cose".

Venerdì sarà protagonista con una cover di David Bowie, nell’anno in cui ricorre il decennale della scomparsa: “La cover è un sogno che si avvera. David Bowie nel 1970 fa uscire 'Space Oddity’. Era uso in quegli anni in Italia far tradurre il testo della canzone e farlo cantare in italiano. Serviva per il mercato. Ancora l'Italia era un mercato importantissimo. E David Bowie fa scrivere questo testo a Mogol. In realtà non c'entra niente con 'Space Oddity'e lo canta in italiano. Io ero piccolino, ho un fratello più grande di me e a 8 anni sentivo questa musica qua. Sentivo Genesis, Pink Floyd, i Led Zeppelin e quando sentii sta cosa qua, fui ammaliato da questa voce che in italiano poi aveva tutto un altro senso. Credo che da li sia scattata l'idea di poter cantare nella vita, perché innamorato di Bowie; sentirlo cantare in italiano mi ha fatto dire 'Beh, però questa cosa qui la posso fare anch'io'. La canzone è bellissima e sono convinto che il testo di Mogol cantato in italiano sarà veramente sorprendente e spettacolare. La canzone sarà una bellissima sorpresa”.

Isabella Rizzitano

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