Economia - 25 febbraio 2026, 16:41

Sanremo, i riflettori e l’arte di scegliere il tempo: chi è Roberto Verde, l’uomo che consiglia gli orologi ai volti (molto) noti

È qui che entra in scena un nome che nel giro degli appassionati e nelle cronache mondane di settore ricorre con una certa costanza: Roberto Verde, fondatore e volto di Goldfingers Orologi

Roberto Verde, fondatore e volto di Goldfingers Orologi

Roberto Verde, fondatore e volto di Goldfingers Orologi

Sanremo non è solo una gara di canzoni. È un rito collettivo, una passerella a onde lunghe, un ecosistema dove ogni dettaglio comunica qualcosa. Abito, scarpe, anelli, capelli. E poi c’è lui, il dettaglio che spesso racconta più di una giacca su misura: l’orologio. Perché un segnatempo, in televisione, non “segna” soltanto le ore: segnala status, gusto, cultura, persino intenzione.

Il Festival 2026 è entrato nel vivo ieri sera, 24 febbraio, con la prima serata andata in onda su Rai 1.
Ed è iniziato in una collocazione diversa dal solito: cinque serate dal 24 al 28 febbraio, scelte per evitare la sovrapposizione con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e la programmazione Rai di quei giorni.

La conduzione è affidata a Carlo Conti, con Laura Pausini al suo fianco per tutte e cinque le serate, come annunciato dai canali Rai. 
Tradotto in linguaggio da backstage: occhi puntati ovunque, telecamere ravvicinate, zoom impietosi, dettagli che diventano titolo. E l’orologio, in questi giorni, è un titolo che spesso non ha bisogno di essere scritto.

È qui che entra in scena un nome che nel giro degli appassionati e nelle cronache mondane di settore ricorre con una certa costanza: Roberto Verde, fondatore e volto di Goldfingers Orologi, showroom a Verona, “a pochi passi dall’Arena”, come racconta lo stesso brand.

Da Verona alla Riviera: perché durante la settimana sanremese si parla di polsi

Il Festival vive anche fuori dal palco. Hotel, corridoi, auto che arrivano e ripartono, cambi d’abito che sembrano operazioni militari. Stylist, assistenti, manager, entourage. È un circuito che si muove veloce e che chiede una cosa sopra tutte: affidabilità.

E l’orologio, nel 2026, è un territorio delicato. Tra hype, mercato del “secondo polso” e repliche sempre più credibili, l’acquisto non è più un gesto d’impulso: è un atto di fiducia. Non a caso, in un contributo diffuso da askanews e rilanciato da più testate, Verde viene presentato proprio come chi vende orologi di lusso di secondo polso e sintetizza così la questione investimento: “È un investimento, ma non un prodotto finanziario”

È una frase che, a Sanremo, suona perfetta per due motivi. Primo: legittima il desiderio senza trasformarlo in una posa da trader. Secondo: mette un confine tra passione e speculazione, che oggi è il confine più ricercato da chi ha un’immagine pubblica da proteggere.

Perché sul palco dell’Ariston non vince chi ostenta di più. Vince chi comunica meglio.

Goldfingers: la consulenza come format, non come “vendita”

Uno dei punti interessanti del modello Goldfingers è la struttura “su appuntamento” e l’idea della consulenza remota. Sul sito, il brand parla di un percorso guidato tra acquisto e vendita, e di un posizionamento esplicito: diventare un punto di riferimento per appassionati e collezionisti, con showroom nel cuore di Verona.

Ma il vero segnale di mentalità “consulenziale” è la Watch Call: un servizio che invita a inviare i propri dati e a gestire una call via WhatsApp per avviare la trattativa direttamente con Roberto. È un modo di replicare l’esperienza dal vivo anche quando il cliente è lontano, o quando la sua agenda è un puzzle. In altre parole: ridurre frizione e aumentare controllo.

Nel lusso, la frizione è sempre la stessa: tempo e fiducia. Chi vive tra viaggi, impegni e visibilità non vuole perdere ore, e soprattutto non vuole zone grigie. Così nasce un rituale più sicuro e più controllabile, che sembra fatto apposta per chi si muove tra logistica e privacy.

Anche la comunicazione segue questa logica. Nella home del sito si leggono promesse dirette, quasi “da consulente”, con l’idea che un orologio sia “un’emozione da indossare” e che la guida sia fatta da un “occhio esperto”, con enfasi su autenticità e pagamenti sicuri.

Il lato mondano: davvero i VIP comprano da Roberto Verde?

Qui entriamo nella parte che a Sanremo fa sempre presa: il gossip, quello con la cravatta. Non il pettegolezzo fine a se stesso, ma il “sentito dire” che costruisce fascino.

Secondo un articolo di Novella 2000 dedicato a Goldfingers, nello showroom di Roberto Verde sarebbero “passati sempre più personaggi famosi”, citando cantanti, imprenditori e showgirl come bacino naturale di questa clientela.

Non è una lista di nomi. E, paradossalmente, è proprio questo che rende credibile la scena. Perché nel lusso vero, soprattutto quando si parla di clienti noti, la regola non scritta è la più semplice: discrezione. La fama vive di inquadrature; l’acquisto di un orologio serio, spesso, vive del contrario.

Il punto però è l’immagine che si consolida: Roberto Verde come figura “da consulente”, cioè come quello che non vende soltanto un oggetto, ma aiuta a scegliere un dettaglio che non deve mai essere casuale.

E in una settimana come questa, è plausibile che i mondi si tocchino. Sanremo in questi giorni è un magnete: artisti in gara, ospiti, addetti ai lavori, volti che orbitano attorno alla città come satelliti. Lo raccontano le cronache quotidiane della kermesse, tra prime serate, scalette, dirette e movimenti di backstage.

In mezzo a estetiche diversissime, c’è una costante: il polso resta uno spazio narrativo potentissimo. E dietro a quel dettaglio, spesso, c’è qualcuno che consiglia, filtra, reperisce.

L’orologio a Sanremo: un ruolo, non un accessorio

In televisione, l’orologio non è mai neutro. Soprattutto qui, dove ogni gesto viene rigiocato al rallentatore il mattino dopo, tra clip, meme e commenti.

A Sanremo, un orologio può fare tre cose:

  • Confermare: “Sono esattamente quello che dico di essere”.
  • Contraddire: “Sto recitando un personaggio che non regge nei dettagli”.
  • Firmare: “Non devo convincerti, lo capisci da solo”.

Se c’è una lezione che il Festival ha reso evidente negli ultimi anni è questa: il lusso più efficace è quello che non chiede permesso. A Sanremo, l’orologio perfetto raramente è il più appariscente. È quello che sostiene il personaggio, senza rubargli la scena.

Ci sono tre “archetipi” sanremesi che tornano sempre.

1) Il classico televisivo
L’orologio che sta bene su tutto, che in camera rende pulito, riconoscibile ma non aggressivo. È quello che non divide, ma rassicura.

2) Il contemporaneo misurato
Linee sportive, identità chiara, ma con gusto preciso. Non deve sembrare “preso ieri perché lo portano tutti”, deve sembrare una scelta naturale.

3) Il collezionista travestito da artista
Vintage, dettagli da intenditori, scelte che non cercano l’applauso del pubblico generalista. È il lusso che parla in dialetto, non in inglese.

Ed è qui che il lavoro di un consulente come Roberto Verde diventa una regia invisibile: far combaciare gusto, contesto, sicurezza e quella quota di storytelling che a Sanremo è ossigeno.

“Dimmi il tuo budget”: quando la consulenza diventa pop

La cosa più interessante, sul piano comunicativo, è che Verde non ha costruito la sua riconoscibilità solo con la vetrina, ma con un format semplice, replicabile, quasi da intrattenimento. “Dimmi il tuo budget” è diventato un tormentone social: secondo Affaritaliani, il format viene lanciato su Instagram a ottobre 2022 e cresce proprio perché trasforma la domanda più imbarazzante (“Quanto devo spendere?”) in una conversazione guidata.

Sembra banale. In realtà è una mossa chirurgica: sposta l’attenzione dall’ego al percorso. Non è “voglio quello perché lo vogliono tutti”, ma “voglio un pezzo coerente con me e con le mie possibilità”. È una forma di educazione commerciale travestita da format. E funziona, perché in un mercato dove tutti vogliono “l’icona”, la vera differenza la fa chi ti dice quale icona ti appartiene davvero.

E poi c’è il tono, che è parte del posizionamento. Sul canale YouTube ufficiale, Verde parla apertamente di “salotto virtuale” e mette al centro l’idea di relazione e presenza, chiudendo con un’esortazione che suona come firma: “Spingi”.

Non è solo una parola. È un modo di stare in scena: diretto, motivazionale, poco patinato. Un linguaggio che, paradossalmente, nel lusso crea fiducia perché sembra vero.

Due domande a Roberto Verde

In un mercato dove tutti parlano di investimento, qual è la frase che ripeteresti a un artista che compra il suo primo pezzo importante?
Roberto Verde: “È un investimento, ma non un prodotto finanziario.” È il modo più pulito per mettere le cose al loro posto: l’orologio va capito, scelto, tenuto con un orizzonte lungo, senza trasformarlo in una scommessa da breve periodo.

Quando il cliente è molto esposto, e l’errore diventa notizia, qual è il tuo metodo per ridurre il rischio?
Roberto Verde: Metodo vuol dire processo e trasparenza. Per questo lavoriamo su appuntamento e abbiamo creato strumenti come la Watch Call: vedere, chiedere, verificare, spiegare. L’obiettivo è ricreare l’esperienza dello showroom anche quando non puoi esserci, e far sì che la scelta sia coerente, sicura, raccontabile senza ansie.

Roberto Verde, il “consulente dei VIP”: più che una definizione, un ruolo culturale

Se vogliamo dirla tutta, “consulente di orologi per VIP” non è solo un’etichetta glamour. È un ruolo che si è formato perché il mercato l’ha reso necessario. Il lusso è diventato accessibile nella comunicazione (social, video, trend), ma più complesso nella sostanza (autenticità, canali, reputazione). 
Chi sta sotto i riflettori ha bisogno di qualcuno che sappia unire competenza e discrezione.

Roberto Verde sta costruendo esattamente questo profilo: imprenditore e appassionato, showroom fisico e consulenza digitale, racconto editoriale e struttura operativa. Goldfingers si presenta come riferimento a Verona, a pochi passi dall’Arena, con un’esperienza impostata su relazione e accompagnamento.

E mentre Sanremo è già acceso tra musica, outfit e primi piani, la verità resta questa: sul palco vediamo gli artisti. Ma a decidere i dettagli che fanno la differenza, spesso, sono persone che lavorano lontano dai riflettori. Nel 2026, uno di quei nomi che circolano con più insistenza quando si parla di orologi e volti noti è proprio quello di Roberto Verde, anche per la percezione mondana raccontata da chi lo ha già inserito in quel circuito di celebrità e segnatempo importanti.

Scopri di più su Roberto Verde sul sito: www.goldfingersorologi.it e su instagram: https://www.instagram.com/robertoverdeofficial 





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I.P.

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