Se un tempo il Festival di Sanremo era considerato uno spettacolo domestico, un appuntamento in pantofole davanti al piccolo schermo, le ultime edizioni, inclusa la 2026 ha definitivamente sancito la sua trasformazione in un "Place to be" di rilevanza europea.
La "Settimana Santa" della musica italiana è iniziata sotto un sole di primavera che illumina il celebre Casinò e l'Ariston, ma soprattutto sotto “una pioggia di prenotazioni” che non ha lasciato scampo nemmeno all'ultimo dei sottoscala disponibili nel raggio di cinquanta chilometri.
Il fermento è palpabile già superando il confine di Ventimiglia o scendendo dai treni AV che collegano la Riviera al resto d’Europa. La saturazione delle strutture ricettive a Sanremo città è stata raggiunta già mesi fa, spingendo il flusso turistico verso l'entroterra e le località costiere vicine.
Molti viaggiatori, per fuggire al caos del centro, senza tuttavia, perdere l'occasione di respirare l'atmosfera festivaliera, hanno optato per soluzioni più autentiche, cercando un b&b Imperia o nelle vallate circostanti, dove il fascino dei borghi medievali offre un contrappunto silenzioso al fragore delle transenne e dei red carpet.
Non solo turisti italiani
La vera sorpresa di quest'anno non è tanto la fedeltà del pubblico italiano, quanto l'esplosione delle presenze internazionali.
Il merito va a una strategia di internazionalizzazione che ha saputo sfruttare i social media, rendendo i cantanti in gara delle vere icone pop esportabili.
"Siamo venuti da Madrid solo per vedere l'atmosfera di Piazza Colombo," racconta una coppia di giovani turisti spagnoli. "In Spagna il Benidorm Fest è cresciuto, ma Sanremo resta il tempio”. “È un'esperienza mistica, un mix di glamour d'altri tempi e musica d'avanguardia".
I dati forniti dalle associazioni di categoria confermano il trend: il 35% delle prenotazioni totali nella provincia di Imperia durante la settimana del Festival proviene dall'estero, con un picco di visitatori da Francia, Germania e Stati Uniti.
La logistica del "Pieno Carico"
Gestire un afflusso di tale portata non è semplice. La città è blindata, i prezzi dei caffè sono lievitati e le cene nei ristoranti più iconici sono prenotate da settimane. Il concetto di "Settimana Santa della Musica Italiana" non è dunque un'esagerazione.
Federalberghi parla di un impatto economico che supera abbondantemente i 20 milioni di euro solo per l'indotto turistico diretto. Ma è l'intero ecosistema del Ponente Ligure a beneficiarne.
Le città di Bordighera, Ospedaletti e il capoluogo Imperia vivono un riflesso dorato: le linee ferroviarie locali sono potenziate e i servizi di navetta privata lavorano h24 per trasportare fan, addetti ai lavori e influencer tra i vari party esclusivi che costellano la riviera.
Non solo canzoni: l'esperienza Sanremo
Cosa cercano i turisti che affollano Sanremo 2026?
La risposta risiede nella natura stessa dell'evento, che è uscito dalle mura del teatro per invadere le piazze. Tra il "Palco sul Mare" (la nave da crociera ormeggiata in rada) e i palchi diffusi nelle piazze principali, il Festival è diventato un festival musicale "outdoor" a tutti gli effetti.
La caccia al VIP è lo 'sport del periodo', ma non manca chi sceglie la Riviera per immergersi nella sua storia artistica.
I tour guidati nei luoghi storici del Festival, dal monumento a Mike Bongiorno alle scalinate del Casinò.
"Sanremo durante il Festival ha un'energia che non trovi in nessun'altra parte del mondo," spiega un esperto di marketing territoriale.
"È un connubio tra la tradizione del bel canto e la follia del marketing moderno.
"Sanremo nel 2026 non è più solo una gara, è un ecosistema," osserva un esperto di marketing territoriale. "La città è riuscita a fondere il fascino della Belle Époque con le esigenze della Generazione Z". Questa capacità di rinnovamento attira un pubblico internazionale che vede nell'evento il corrispettivo italiano del Coachella o del Glastonbury, ma con quel tocco di eleganza sartoriale tipico del Made in Italy.
Resta solo una domanda: come farà Sanremo a contenere tanta energia l'anno prossimo? Per ora, la Città dei Fiori si gode il suo momento di gloria, tra un applauso all'Ariston e un tramonto mozzafiato che incanta il mondo intero.
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