Eventi - 23 febbraio 2026, 09:30

Nel nuovo noir di Adriano Morosetti la vera Sanremo oltre il Festival

“Sarà come morire” racconta la città quando le luci dell’Ariston si spengono: potere, silenzi e una provincia che non vuole mostrarsi

Nel nuovo noir di Adriano Morosetti la vera Sanremo oltre il Festival

Arriva in libreria dal 23 febbraio Sarà come morire, il nuovo romanzo noir di Adriano Morosetti, edito da Mursia. Un libro che porta il lettore dentro una Sanremo lontana dall’immagine patinata del Festival, una città che, quando i riflettori dell’Ariston si spengono, rivela un volto più complesso, segnato da potere, classismo e verità taciute.

Ambientato nell’estate del 1994, il romanzo ruota attorno alla morte violenta di tre ragazzi appartenenti alla “Sanremo bene”. Cercare la verità significa infrangere equilibri, rompere silenzi e guardare ciò che la città ha imparato a non mostrare. Sanremo, scrive Morosetti, è una città di provincia che gioca a fare la capitale: Festival, casinò e grandi eventi convivono con dinamiche da paese, dove tutti sanno ma pochi parlano.

Il protagonista è Arturo Ferretti, giornalista disilluso che torna nella sua città per una vacanza destinata a trasformarsi in un’indagine pericolosa. Il suo percorso lo porta a confrontarsi con l’élite cittadina, un mondo in cui anche la verità diventa un privilegio. Perché Sanremo – ricorda l’autore – è nata per i ricchi: da borgo di pescatori a capitale della Belle Époque, costruita per intrattenere aristocratici e miliardari.

Il titolo Sarà come morire richiama un verso di E poi di Giorgia, presentata proprio al Festival del 1994. Un riferimento pop che attraversa il romanzo e si intreccia con la storia d’amore del protagonista e con le atmosfere di quegli anni, segnati da un’Italia in trasformazione.

Morosetti, sanremese e sceneggiatore televisivo con vent’anni di esperienza, utilizza il noir come lente d’ingrandimento per osservare la provincia: il denaro, le ambizioni, le dinamiche di potere. Un approccio che richiama la tradizione del crime di osservazione, da Simenon a Izzo e Carlotto, dove il delitto non è solo un fatto, ma il segnale di un sistema che scricchiola.

Redazione

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