"Egregio Direttore,
condivido in pieno quanto scritto dalla lettrice Antonella M. e mi associo anche alle segnalazioni di categorie di lavoratori che esprimono il loro giustificatissimo disappunto per 'l'invasione' incontrollata da parte degli organizzatori del Festival 2026 che, con tutte le loro motivazioni, non possono disinvoltamente prevaricare e limitare il normale svolgersi di attività, spostamenti e transito dei cittadini..
Quest'anno, fin dall'inizio, ho intuito che, più che un'organizzazione, si potesse trattare di una vera e propria 'occupazione' che non avrebbe tenuto in conto che qui i cittadini vivono, svolgono le loro attività e non possono abdicare ai loro diritti di spostamento e transito. La notizia della Pista Ciclabile 'espropriata' agli utenti, come se a questi non fosse riconosciuto il diritto di percorrerla come e quando lo ritenessero opportuno è l'ultimo, ma non unico 'schiaffo' a coloro che a Sanremo forse cantano sotto la doccia 'prima di andare al lavoro' ma dopo si preparano a vivere una giornata di normale lavoro, che in questa situazione diventa molto meno 'normale' sia per le strade impercorribili che per l'affollamento e per le 'occupazioni' di strade e spazi diventati inaccessibili!
Il Festival è sempre stato un evento molto atteso, ma con queste modalità invasive e inopportune, più che altro potrebbe trasformarsi in un evento da gestire con più buon senso di quanto non ne sia stato usato in questo 2026 da dimenticare!
Teresa Barazzetti".





