Attualità - 19 febbraio 2026, 12:45

Fondo antico, Ventimiglia restaura i volumi della biblioteca Aprosiana (Foto e video)

La prima tranche di lavori riguarda manoscritti e incunaboli segnalati con priorità perché più deteriorati

Fondo antico, Ventimiglia restaura i volumi della biblioteca Aprosiana (Foto e video)

Ventimiglia restaura alcuni volumi, manoscritti e incunaboli, del Fondo antico della biblioteca Aprosiana.

Fondata nel 1648 da Padre Angelico Aprosio presso il convento degli Agostiniani di Ventimiglia, la Biblioteca Aprosiana è stata la prima biblioteca aperta al pubblico in Liguria ed è una delle biblioteche storiche più importanti d’Italia. "Sono particolarmente emozionato perché penso sia il restauro più importante a Ventimiglia che riguarda i volumi della biblioteca Aprosiana" - dice il sindaco Flavio Di Muro - "Ci fa particolarmente piacere che la filiera culturale sia attiva nel sostenere il volano del turismo. Ringrazio i presenti anche per il lavoro che faranno nei prossimi giorni. E' un'iniziativa che rientra in una programmazione più ampia voluta dall'Amministrazione comunale che vede la cultura come integrazione sociale, interesse per i giovani e volano turistico. Ventimiglia è una città che vanta tutti i profili e retaggi storici che hanno accompagnato il mondo intero. Per noi è un vanto incredibile mantenerlo ed è, infatti, la sfida più importante che abbiamo: creare una Ventimiglia più culturale che lavora anche sul futuro. L'obiettivo è, infatti, quello di creare un vero e proprio polo museale nell'Area di Nervia. Stiamo lavorando per mettere degli stalli per i pullman. Siamo in un'area in cui vi è già un museo. Sto lavorando con il sindaco di Pigna, il Demanio e gli enti per l'acquisizione dal Ministero della Cultura dell'ex ospedale di Ventimiglia per creare un vero e proprio polo museale che non ha pari in tutta la provincia di Imperia".

Fanno parte del Fondo antico oltre 9.000 unità, dal XV al XIX secolo, tra cui 203 incunaboli, 2523 cinquecentine e decine di manoscritti"Oggi siamo qui perché penso che sia importante sottolineare l'importanza dello sguardo dell'Amministrazione ma soprattutto degli addetti, le persone che tutti i giorni lavorano in biblioteca. Per evitare il deterioramento del patrimonio bibliotecario abbiamo ottenuto un finanziamento di 100mila euro per il restauro di alcuni volumi della biblioteca Aprosiana" - fa sapere l'assessore Serena Calcopietro - "Ringrazio Francesca Imperiale, Cristina Dal Molin e i dipendenti comunali che lavorano nel fondo antico ma anche gli studenti del liceo Aprosio e i rappresentanti delle associazioni cittadini presenti. La biblioteca Aprosiana è una perla collocata nel centro storico che spesso non viene valorizzata. Stiamo cercando di attrarre sempre più cittadini e turisti nella città alta e nella biblioteca. Abbiamo, infatti, ampliato l'apertura della biblioteca del fondo antico per lasciare la possibilità a tutti di poter visionare questo patrimonio che è di esclusiva importanza. Un ottimo lavoro è stato fatto anche dalle precedenti amministrazioni per garantire il servizio di allarme e di riscaldamento. Erano stati, infatti, intercettati 400mila euro. La biblioteca ha sempre avuto un ottimo personale che ha mantenuto bene i volumi. Nel 2024 siamo riusciti a entrare direttamente in contatto con la Sovrintendenza archivistica e bibliografica della Liguria e, grazie alla dottoressa Francesca Imperiale, è riuscita a ottenere un finanziamento per redigere i progetti di restauro di un novero di 110 unità tra volumi manoscritti e a stampa, in precario stato di conservazione. Sulla base delle schede di restauro sono stati chiesti finanziamenti al Ministero della Cultura MIC sulla programmazione 2025-27 per procedere con l'avvio dei restauri, per un importo di circa 100.000 euro. Dall'agosto a dicembre del 2024 sono stati fatti degli studi che hanno verificato quali volumi dovevano essere restaurati come il catalogo Rossi, la prima banca dati posseduta dalla biblioteca Aprosiana che funge da ponte tra il patrimonio antico e i documenti moderni, e la cinquecentina I 9 3Dal maggio 2025 sono stati assegnati i volumi per il restauro. Il primo finanziamento ha, infatti, consentito di affidare la prima tranche di lavori a due restauratrici, Chiara De Nicolai del Laboratorio Biblion e Rosangela Lamera del laboratorio Ars Libraria, iscritte all'apposito Albo del MIC e tra i collaboratori della Soprintendenza. Il restauro ha riguardato quattro unità manoscritte e cinque unità a stampa: incunaboli (ante 1500) tra quelle segnalate con priorità perché più deteriorate e più significative per la storia della Biblioteca e della città. Stiamo cercando di ampliare l'accesso ai laureandi per dare degli strumenti maggiori agli studenti".

A seguito della ristrutturazione dei locali di conservazione avvenuta alcuni anni fa, il patrimonio ha ora una collocazione definitiva, fatto che ha permesso di concludere  la catalogazione in Indice SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale) e la contestuale disamina dello stato di conservazione dei materiali librari e manoscritti, ad opera di personale professionalmente qualificato fornito con convenzione dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri: il dottor Marco Vincenzi e il dottor Giovanni Russo. "L'attenzione per la biblioteca Aprosiana da parte della Soprintendenza è derivata dal fatto che è una delle biblioteche di fondi antichi tra le più importanti della nostra regione. Era in corso un'importante attività di catalogazione grazie al personale esperto dell'Istituto Internazionale degli Studi Liguri, quando abbiamo fatto un sopralluogo abbiamo potuto verificare che vi erano problemi di conservazione di alcuni volumi" - afferma Francesca Imperiale, dirigente soprintendenza archivistica e bibliografica della Liguria - "Se da un lato i libri esistono per essere maneggiati dall'altro lato, però, se non vengono tenuti bene mentre si usano, i danni dei tarli o della luminosità possono rovinare i volumi. Il primo passaggio è stato quello di affidare un incarico a una restauratrice per valutare sulla base del materiale che sembrava in condizioni meno stabili e adeguati e valutare la tipologia di interventi. Serve un progetto per poter intervenire su un libro come quando si fa per un restauro di un monumento. La prima richiesta è stata un finanziamento per redigere il restauro. Abbiamo proposto un intervento consistente sui volumi della Biblioteca Aprosiana. Quello che presentiamo oggi è un primo passaggio dell'intervento. E' importante che la biblioteca non sia un elemento a sé stante in un contesto che non lo riconosce, soprattutto quando si tratta di documentazione libraria o archivistica che non si presta alla visione. E' importante che intorno ci sia un contesto di sensibilità. Sicuramente sarebbe interessante per gli studiosi della storia del libro e a persone che dedicano i loro studi alla storia della cultura. Difficilmente può attrarre un turismo di massa ma sicuramente attrarrà un turismo di nicchia".

"Si tratta dei primi restauri di volumi della Biblioteca Aprosiana di Ventimiglia che contiene oltre 9mila unità dal XV al XIX secolo tra cui 203 incunaboli, 2523 cinquecentine e decine di manoscritti" - sottolinea Cristina Dal Molin della soprintendenza archivistica e bibliografica della Liguria - "Abbiamo inaugurato la nuova sede con parametri controllati. La messa in sicurezza del fondo dell'Aprosiana ci ha permesso di avanzare su altre cose. Tutti i cataloghi sono reperibili pubblicamente online. Abbiamo affidato a due restauratrici due tipi di volumi, da una parte i volumi a inchiostro e dall'altra i volumi a stampa. Abbiamo identificate più urgenti quattro unità manoscritte e cinque unità a stampa: incunaboli ante 1500. Il restauro conservativo deve rispondere a determinati requisiti. I materiali utilizzati per il restauro devono essere previsti da apposite linee guida e devono essere reversibili. Il restauro deve mettere in condizione di poter maneggiare il volume. Il restauro deve, infatti, rispettare l’integrità e storicità del manufatto, utilizzare materiali naturali, reversibili e resistenti, come la carta giapponese caratterizzata da fibre lunghe e molto stabili e adesivi reversibili come la metilcellulosa. Se necessario occorre rimuovere precedenti restauri. Non bisogna mai usare lo scotch su libri antichi perché poi rimane il segno. I restauratori, secondo l'art. 9 bis del Codice dei Beni Culturali, devono essere professionisti iscritti all'albo per settori di specializzazione. Il settore 9 è quello relativo a Materiale librario e archivistico e manufatti cartacei e pergamenacei. Il Ministero della Cultura, con l'ICPAL Istituto centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro costituisce il riferimento principale per i restauratori: emana indicazioni, linee guida, capitolati tecnici etc.".

"I manoscritti sottoposti a restauro sono stati Ms 14, Marchesinus, Johannes, De mensibus Hebraeorum  XIV-XV sec; Ms 28, Liber super primam partem dialogorum XIV-XV sec; il catalogo Rossi, catalogo della biblioteca Aprosiana compilato da Girolamo Rossi dopo il completo riordino nella nuova sede, fatta costruire da Thomas Hanbury e inaugurata nel 1901 e il catalogo Rolando, redatto dal canonico Andrea Rolando, bibliotecario dal 1857" - illustra Dal Molin - "In ordine di priorità sono stati individuati diversi incunaboli, volumi a stampa editi dalle origini fino all'anno 1500 incluso le collocazioni CINQ che sono storiche, non si tratta di cinquecentine: INC130, Practica Io. Serapionis dicta breuiarum. Liber Serapionis de simplici medicina.  Venezia, 1497; INC132, Iacopo da Varagine, Legende sanctorum (Legenda Aurea). Venezia, 1500; CINQ I 9 3, C. Plynius Secundus, De naturali hystoria diligentissime castigatus. Venezia, 1496; CINQ I 9 12, Casus longi super sextum decretalium compilati in alma uniuersitate pictauensi. Lione, tra il 1483 e il 1488 e CINQ I 9 15, tabula super libros sententiarum cum Bonauentura, Friburgo, 1493".

"Il restauro del manoscritto Ms 28 ha previsto lo smontaggio totale del volume, l'attenuazione delle macchie alla prima e ultima carta; il risarcimento delle lacune e sutura delle lacerazioni della pergamena; il rifacimento della cucitura come l’originale, su 7 nervi con anima in pelle allumata fenduta; il rifacimento nuovi capitelli con anima in pelle allumata e spago di colore neutro e la realizzazione ex novo di una coperta rigida, in piena pelle marrone con dorso liscio" - spiega Dal Molin - "Il catalogo Rossi si tratta del catalogo che lo storico ventimigliese Girolamo Rossi (1831-1914) compilò nei primi anni del Novecento dopo la sistemazione della Biblioteca Aprosiana nella nuova sede voluta da Thomas Hanbury (1832-1907) e venne utilizzato fino agli anni '80. Sul catalogo Rossi sono state effettuate operazioni di smontaggio totale del volume; il risarcimento delle lacune e sutura di tagli e strappi con velo e carte giapponesi; la ricomposizione del volume e cucitura come in origine su 5 nervi di spago e il restauro della coperta in pelle, mediante innesto di pelle nuova simile all’originale in prossimità delle lacune e sotto il dorso originale. Il frontespizio recita: 'Catalogo dei libri e manoscritti della Biblioteca Aprosiana (ora Civica) riordinata nel 1901 a cura del munifico Commendatore Sir. Tommaso Hanbury'".

"Il catalogo Rolando è stato, invece, redatto dal canonico Andrea Rolando, bibliotecario della Aprosiana dal 1857, contiene una pregevole illustrazione descrittiva di Ventimiglia Alta e un ritratto di Padre Angelico Aprosio. Era completamente scompaginato e presentava varie problematiche" - espone Dal Molin - "Il catalogo ha subito uno smontaggio totale della cucitura; il restauro delle carte mediante sutura degli strappi e delle lacerazioni con velo giapponese; l'imbrachettatura delle carte singole; il restauro del tassello superstite e realizzazione di un nuovo tassello uguale all’originale; la rimozione dei residui di carta marmorizzata blu sulla coperta in pergamena; la pulitura di tutta la coperta e distacco dei risguardi. Al di sotto di questi ultimi si rilevano contropiatti parlanti, pertanto, si è deciso di non reincollare i risguardi ai contropiatti e la ricomposizione delle carte e rifacimento nuova cucitura come l’originale. Sulla coperta membranacea era stata posta una carta blu che è stata rimossa. Restaurandolo è uscito fuori che presentava delle scritte che erano state coperte che dicono 'libro di spettanza di D.A. Rolando patrizio ventimigliese (…) addì 9 novembre 1839. Data anteriore al 1857'. Interessante contropiatto parlante. Sono cose che si scoprono solo durante i restauri. Un restauro è, infatti, una riscoperta dei volumi".

"L'incunabolo 132 si tratta di un'edizione stampata a Venezia nel 1500 col titolo Legende sanctorum, ossia l'opera di Jacopo Da Varagine, o da Varazze (1230-1298 ca), più conosciuta sotto il nome di Legenda Aurea, di grande diffusione nel medioevo e nei primi secoli della stampa. L'opera agiografica narra le vite di oltre 150 santi dell'antichità" - svela Dal Molin - "Ci sono molti appunti. E' un volume interessante che era privo di coperta. Le carte sono state sottoposte a mending delle lacune e strappi con velo e carta giapponese, è stata fatta l'imbraghettatura delle ultime carte che risultavano staccate dal corpo del libro. Sono state effettuati un rinforzo della cucitura e prolungamento dei nervi, la cucitura di nuove carte di guardia, l'indorsatura primaria in carta giapponese e una nuova legatura in cuoio di capra a concia vegetale. Nel dorso, tra un nervo e l'altro, c'era un rinforzo proveniente da un ulteriore manoscritto. C'è un lavoro in corso sull'identificazione del manoscritto, di solito si tratta di opere antecedenti che sono state riutilizzate. Vengono recuperate via via e ricostruite come un puzzle".

"L'incunabolo CINQ I 9 3 si tratta della Naturalis Historia di Plinio il Vecchio in un'edizione impressa a Venezia nel 1496. Era in condizioni molto precarie" - dichiara Dal Molin - "E' stato smontato degli primi sette e degli ultimi sei fascicoli ed è stato anche lavato con l'aggiunta di sali di ammonio quaternario diluiti allo 0,5% e ricollatura a pennello. Sono stati rimossi i precedenti restauri non fatti bene, si è svolto un mending con velo e carta giapponese delle carte con lacune più estese e con velatura doppia per le altre. E' stato, inoltre, fatto un prolungamento dei nervi e ricucitura dei fascicoli smontati, cucitura di nuovi capitelli come in origine con il recupero della coperta. I fogli sono stati separati dalla legatura e immersi in una soluzione basica che oltre alla ripulitura dà anche un rinforzo alla carta. E' stato, dunque, fatto un lavoro di riparazione perché aveva un problema di tarme. Alcune parti erano state mangiate. Il restauro ci consente, spesso, di scoprire cose nuove. Tutto può essere ristudiato".

"C'è un legame particolare tra la biblioteca civica Aprosiana e la città di Ventimiglia prima di diventare civica. E' un'attenzione verso i cataloghi e la catalogazione. Il Fondo antico è straordinario" - aggiunge il bibliotecario Giovanni Russo - "Lo stesso Aprosio era un accanito bibliofilo, per la biblioteca Aprosiana ne condivide il nome con l'opera pubblicata a Venezia nel 1673, un primo catalogo a volte definito come un catalogo con un ordinamento bizzarro perché i libri non sono elencati per autore ma in ordine dei donatori die libri alla biblioteca. Questo è un approccio che oggi abbiamo ripreso. In realtà Angelico Aprosio aveva anticipato di secoli quello che poi andiamo oggi a studiare e quindi la storia del libro come bene mobile e come i precedenti possessori di questi libri formino la storia di una collezione. Anche nei cataloghi più moderni oggi abbiamo scoperto degli elementi di studio: frammenti molto interessanti e testimonianza fotografica. Sono veramente opportunità importanti di studio. Il catalogo di Orlando ha una vena artistica particolare. I cataloghi ci raccontano il posseduto, i momenti della biblioteca e a cosa si dava importanza a livello culturale".

"Quando ero sindaco avevo mandato una richiesta al comune di Genova per riavere indietro tre volumi e quattro quadri enormi, che erano appesi a San Francesco, per poterli riposizionare al loro posto" - ricorda l'ex sindaco di Ventimiglia e attuale consigliere comunale di minoranza Gaetano Scullino - "Purtroppo a causa poi del Covid e della caduta della mia Amministrazione non ho avuto il tempo di restituirli alla città".

Elisa Colli

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