Ventimiglia restaura alcuni volumi, manoscritti e incunaboli, del Fondo antico della biblioteca Aprosiana.
"Sono particolarmente emozionato perché penso sia il restauro più importante a Ventimiglia che riguarda i volumi della biblioteca Aprosiana" - dice il sindaco Flavio Di Muro - "Ci fa particolarmente piacere che la filiera culturale sia attiva nel sostenere il volano del turismo. Ringrazio i presenti anche per il lavoro che faranno nei prossimi giorni. E' un'iniziativa che rientra in un programmazione più ampia voluta dall'Amministrazione comunale che vede la cultura come integrazione sociale, interesse per i giovani e volano turistico. Ventimiglia è una città che vanta tutti i profili e retaggi storici che hanno compagnato il mondo intero. Per noi è un vanto incredibile, mantenerlo ed è, infatti, la sfida più importante che abbiamo. Una Ventimiglia più culturale che lavora anche sul futuro. L'obiettivo è creare un vero e proprio polo museale nell'Area di Nervia. Stiamo lavorando per mettere degli stalli per i pullman. Siamo in un'area in cui vi è già un museo. Sto lavorando con il sindaco di Pigna, il Demanio e gli enti per l'acquisizione dal Ministero della Cultura dell'ex ospedale di Ventimiglia per creare un vero e proprio polo museale che non ha pari in tutta la provincia di Imperia".
"Per evitare il deterioramento del patrimonio bibliotecario abbiamo ottenuto un finanziamento di 100mila euro" - fa sapere l'assessore Serena Calcopietro - "Ringrazio Francesca Imperiale, Cristiana Dal Molin e i dipendenti comunali che lavorano nel fondo antico. Il fatto di essere collocata nel centro storico è una perla che spesso non viene valorizzata. Stiamo cercando di rendere sempre più cittadini e turisti. Abbiamo ampliato l'apertura della biblioteca del fondo antico per lasciare la possibilità a tutti di poter visionare questo patrimonio-. E' di esclusiva importanza. Un ottimo lavoro è stato fatto anche dalle precedenti amministrazioni per garantire il servizio di allarme e di riscaldamento. Erano stati intercettati, infatti, 400mila euro. La biblioteca ha sempre avuto un ottimo personale che ha mantenuto bene i manuali. Siamo riusciti a entrare direttamente in contatto con la Sovraitendenza e la dottoressa Francesca Imperiale che è riuscita a ottenere un finanziamento di 100mila euro dal ministero. Dall'agosto a dicembre del 2024 sono stati fatti degli studi da parte della dottoressa Colombaro che ha verificato quali volumi dovevano essere restaurati come il catalogo Rossi, la prima banca dati posseduta dalla biblioteca Aprosiana e funge da ponte tra il patrimonio antico e i documenti moderni, e la cinquecentina I mentre i testi risalgono al mille e trecento. Dal maggio 2025 sono stati assegnati i volumi per il restauro. Stiamo cercando di ampliare l'accesso ai laureandi per dare degli strumenti maggiori agli studenti".
"Era in corso un'importante attività di catalogazione grazie al personale esperto dell'istituto internazionale degli studi liguri, quando abbiamo fatto un sopralluogo abbiamo potuto verificare che vi erano problemi di conservazione di alcuni volumi" - dice Francesca Imperiale - "Se da un lato che i libri esistono per maneggiarli dall'altro lato però se non vengono tenuti bene mentre si usano, i danni dei tarli o della luminosità possono rovinare i volumi quindi qualche necessità di restauro c'era. Il primo passaggio è stato quello di affidare un incarico a una restauratrice per valutare sulla base del materiale che sembrava in condizioni meno stabili e adeguati, valutare la tipologia di interventi. Serve un progetto per poter intervenire su un libro come quando si fa per un restauro di un monumento. La prima richiesta è stata un finanziamento per redigere il restauro. Abbiamo proposto un intervento consistente sui volumi della Biblioteca Aprosiana. Quello che presentiamo oggi è un primo passaggio dell'intervento. E' importante che la biblioteca non sia un elemento a se stante in un contesto che non lo riconosce, soprattutto quando si tratta di documentazione libraria o archivistica che non si presta alla visione. E' importante che intorno ci sia un contesto di sensibilità. Sicuramente sarebbe interessante per gli studiosi della storia del libro e a persone che dedicano i loro studi alla storia della cultura. Difficilmente può essere un attrarre un turismo di massa ma un turismo di nicchia".
"Contiene oltre 9mila unità dal XV al XIX secolo tra cui 203 incunaboli, 2523 cinquecentine e decine di manoscritti" - sottolinea - " Abbiamo inaugurato la nuova sede con parametri controllati. La messa in sicurezza del fondo dell'Aprosiana ci ha permesso di avanzare su altre cose. Tutti i cataloghi sono reperibili pubblicamente online. Abbiamo affidato a due restauratrici due tipi di volumi, da una parte i volumi a inchiostra e dall'altra i volumi a stampa. Abbiamo identificate più urgenti quattro unità manoscritte e cinque unità a stampa: incunaboli ante 1500. Il restauro conservativo deve rispondere a determinati requisiti. I materiali utilizzati per il restauro devono essere previsti da apposite linee guida e devono essere reversibili. Il restauro deve mettere in condizioni di poter maneggiare il volume. I materiali utilizzati devono essere naturali. Mai usare lo scocth antichi perché rimane il segno. Il catalogo Rolando è stato redatto dal canonico Andrea Rolando, bibliotecario della Aprosiana dal 1857, contiene una pregevole illustrazione descrittiva. Era completamente scompaginato e presentava varie problematiche. Sulla coperta membranacea è stata posta una carta blu che è stata rimossa. E' uscito fuori che restaurandolo presentava delle scritte che erano state coperte che dicono 'libro di spettanza di D.A. Rolando patrizio ventimigliese. Sono cose che si scoprono solo durante i restauri. Un restauro è infatti una riscoperta dei volumi. Incunabolo 132 contiene una leggenda dei Santi, ci sono molti appunti. E' un volume interessante che era privo di coperta. Il lavoro è stato fatto con una nuova legatura in cuoio, riparazione delle carte. Il dorso, tra un nervo e l'altro c'erano un rinforzo provenienti da un ulteriore manoscritto. C'è un lavoro in corso sull'identificazione del manoscritto, di solito opere antecedenti che sono state riutilizzate. Vengono recuperate via via e ricostruite come un puzzle. Incunabolo CINQ I 9 3 era in condizioni molto precarie. E' stato smontato degli ultimi sette fascicoli ed è stato anche lavato. I fogli vengono separati dalla legatura e immersi in una soluzione basica che oltre alla ripulitura dà anche un rinforzo alla carta. Sono stati rimossi i precedenti restauri non fatti bene ed è stato fatto un lavoro di riparazione perché aveva un problema di tarme. Alcune parti erano state mangiate. Il restauro ci consente di scoprire cose nuove. Tutto può essere ristudiato".





