Cronaca - 18 febbraio 2026, 17:55

Bimba morta a Bordighera, in tv il racconto choc di un’amica di famiglia: “Aveva lividi ovunque"

In onda a “La vita in diretta” la testimonianza di un’amica della famiglia paterna. La difesa replica e pensa alla denuncia, mentre l’inchiesta prosegue tra accertamenti dei Ris ed esami istologici ancora attesi

Bimba morta a Bordighera, in tv il racconto choc di un’amica di famiglia: “Aveva lividi ovunque"

Le parole pronunciate in diretta nazionale riaccendono tensioni e interrogativi nel caso della piccola Beatrice, la bimba di due anni trovata morta lo scorso 9 febbraio. Ieri, durante la trasmissione La vita in diretta su Rai 1, è andata in onda la testimonianza di una donna che si è presentata come intima amica della famiglia paterna della bambina. Un racconto particolarmente duro, contenente accuse gravi e tutte da verificare nelle sedi giudiziarie, che ha inevitabilmente scosso l’opinione pubblica.

La donna, rimasta anonima, ha descritto ciò che avrebbe visto la mattina della tragedia. “Ho visto una scena allucinante”, ha dichiarato, aggiungendo di aver notato “lividi sulla pancia, nelle gambe, in testa, dappertutto”. Alla domanda se la piccola fosse stata picchiata, ha risposto: “Secondo me sì”.

Nel corso dell’intervista ha aggiunto: “Me la sogno la notte, non riesco a levarmela dalla testa”, spiegando di essere salita nell’abitazione insieme al nonno paterno della bambina. La donna ha inoltre sostenuto che “la picchiavano solo a lei, alle altre no”, ipotizzando un presunto “accanimento” nei confronti della più piccola delle sorelle.

Un passaggio particolarmente delicato riguarda il comportamento della madre nei momenti immediatamente successivi all’arrivo dei soccorsi. “Era appoggiata alla cucina, con le sigarette vicino. Non ho mai visto una lacrima”, ha affermato, aggiungendo che l’urlo sarebbe arrivato solo quando “le persone del 118 hanno detto ‘non c’è più’”.

La testimone ha anche riferito che i nonni paterni avrebbero sostenuto economicamente la coppia con “grosse cifre, 1.500, 2.000 euro al mese”, e ha raccontato un episodio in cui il nuovo compagno avrebbe chiesto denaro per acquistare un’auto. “Nonno Filippo gli ha detto: fate schifo, vai via di qua”, ha dichiarato. Ancora più forte la frase che, secondo il suo racconto, sarebbe stata pronunciata dal nonno all’arrivo in casa: “La mamma ha ucciso tua sorella, si deve solo vergognare”.

Le dichiarazioni rese in trasmissione, va sottolineato, rappresentano esclusivamente la versione della donna e non costituiscono accertamenti giudiziari. La loro attendibilità e rilevanza saranno eventualmente valutate nell’ambito delle indagini in corso. Intanto, nel servizio televisivo è stata ricostruita anche l’ipotesi investigativa contenuta nell’ordinanza del gip, secondo cui la bambina sarebbe stata trasportata dall’abitazione di Perinaldo fino a Bordighera già priva di vita.

La difesa della madre, rappresentata dall’avvocato Laura Corbetta, continua invece a sostenere la versione della caduta dalle scale avvenuta nei giorni precedenti. I primi riscontri autoptici hanno evidenziato lesioni multiple sul corpo della piccola, ma restano in attesa gli esiti degli esami istologici e degli ulteriori approfondimenti medico-legali, che saranno determinanti per chiarire causa e collocazione temporale del decesso.

Le dichiarazioni andate in onda hanno acceso anche il fronte delle possibili iniziative legali. Nelle ultime ore si era ipotizzato che il padre della piccola potesse presentare denuncia per le affermazioni rese in tv. Tuttavia, contrariamente a quanto ventilato, il legale dell’uomo ha confermato che non sarà presentata alcuna denuncia contro la donna intervenuta ai microfoni di Rai 1. Un’eventuale iniziativa giudiziaria potrebbe invece partire dalla madre della bambina, come spiegato questa mattina dal suo difensore.

Parallelamente proseguono gli accertamenti tecnici dei Ris tra Perinaldo e Montenero, con sequestri di indumenti, lenzuola e oggetti ritenuti potenzialmente rilevanti. Saranno le analisi scientifiche a stabilire la natura delle tracce repertate e la loro eventuale compatibilità con le diverse ricostruzioni finora emerse.

L’inchiesta resta dunque in una fase delicata e interlocutoria: saranno le perizie, gli esami di laboratorio e gli approfondimenti investigativi a stabilire cosa sia realmente accaduto. Fino ad allora, ogni ricostruzione resta oggetto di verifica giudiziaria.

Andrea Musacchio

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU