Politica - 13 febbraio 2026, 12:46

Ospedaletti, la minoranza attacca sul DUP: “Bilancio statico, senza visione strategica”

La capogruppo Lugarà critica la programmazione 2026-2028: “Indebitamento da 1,5 milioni per il fotovoltaico senza un progetto organico. Manca coerenza tra bilancio e pianificazione”

Ospedaletti, la minoranza attacca sul DUP: “Bilancio statico, senza visione strategica”

Dopo la difesa della maggioranza, arriva la presa di posizione della minoranza. Il gruppo Ospedaletti Insieme, con la capogruppo Valentina Lugarà, interviene in modo netto sul Documento Unico di Programmazione e sul Bilancio 2026-2028 approvati in Consiglio comunale, parlando di un documento “formalmente corretto nei numeri, ma statico e privo di una vera visione strategica”.

“Abbiamo esaminato con attenzione il bilancio e il Documento Unico di Programmazione che oggi ci vengono sottoposti – afferma Lugarà – e non emerge una direzione, non si legge un progetto complessivo di sviluppo per Ospedaletti, ma piuttosto una sommatoria di interventi non collegati tra loro”.

Uno dei punti sollevati riguarda il turismo. “Per tre anni consecutivi troviamo la medesima previsione di spesa. Questo significa che non è prevista alcuna evoluzione, nessuna nuova progettualità, nessuna idea diversa per rilanciare l’attrattività del paese. Quello che abbiamo oggi lo avremo identico nei prossimi tre anni”. Secondo la minoranza, mancherebbero inoltre investimenti significativi sulle politiche giovanili e sugli anziani.

Il nodo più rilevante, però, riguarda l’investimento sul fotovoltaico. “Nessuno di noi è contrario alle energie rinnovabili, obiettivo che condividiamo – precisa Lugarà –. Il punto non è essere favorevoli o contrari al fotovoltaico. Il punto è come, dove e soprattutto con quale visione si fanno le scelte”.

Nel bilancio è previsto un mutuo di circa 1,5 milioni di euro, a fronte di un investimento complessivo di circa 1,9 milioni, per finanziare l’impianto fotovoltaico sul terreno AIO9. “Si tratta di un indebitamento importante per un Comune come il nostro. Come si inserisce nel contesto di pianificazione territoriale? Perché non pensare a un progetto integrato con il territorio?”.

Secondo la minoranza, il Documento Unico di Programmazione dovrebbe definire priorità e linee di sviluppo. “Qui assistiamo al contrario: prima si decide l’investimento, poi si prova a inserirlo in una cornice programmatica. Le scelte finanziarie sembrano precedere la pianificazione, anziché esserne la conseguenza. Si procede per interventi singoli, per tranche, senza una visione organica”.

Nel mirino anche la palestra sul mare, un progetto che, secondo Lugarà, “a tranches arriva quasi al milione di euro”. La domanda posta in aula è stata chiara: “Qual è il piano di utilizzo? È davvero una struttura funzionale alle esigenze della comunità? O stiamo impegnando risorse senza una programmazione chiara e sostenibile nel tempo?”.

Altro tema sollevato riguarda l’ex Piccadilly. “Mesi fa è stata respinta la nostra mozione per sospendere l’alienazione fino a trovare una soluzione per la caserma dei Carabinieri, sostenendo che la vendita fosse necessaria. Oggi però nel DUP quell’alienazione non compare. Allora qual è l’indirizzo dell’Amministrazione? È stata sospesa? È rinviata? È ancora prevista?”.

Per la minoranza, se il DUP è il documento di programmazione, deve indicare con chiarezza la direzione politica. “Altrimenti diventa un contenitore formale, non uno strumento di indirizzo”.

La critica finale riguarda il metodo complessivo. “Il problema non è il singolo mutuo o il singolo progetto. È la mancanza di coerenza tra bilancio e pianificazione, tra indebitamento e visione del territorio. Ospedaletti è un Comune piccolo e fragile. Non possiamo permetterci scelte frammentate o non pienamente ponderate”.

Lugarà conclude chiedendo “coerenza, trasparenza e programmazione vera”, ricordando che “indebitarsi significa assumere un impegno verso il futuro, e il futuro va costruito con una visione chiara. Il territorio e le persone non sono solo una voce di bilancio ma la nostra responsabilità”.

Andrea Musacchio

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