Eventi - 13 febbraio 2026, 10:43

Festival, navette sulla ciclabile di Sanremo: cresce la protesta dei ciclisti, Fiab teme un pericoloso precedente

Durante il Festival stop a bici e pedoni sulla Ciclovia Tirrenica: il Comune parla di “sperimentazione”, ma monta la polemica

Festival, navette sulla ciclabile di Sanremo: cresce la protesta dei ciclisti, Fiab teme un pericoloso precedente

La decisione del Comune di Sanremo di chiudere al traffico ciclabile la pista ciclopedonale della Ciclovia Tirrenica e aprirla alle navette durante la settimana del Festival di Sanremo continua ad alimentare polemiche e preoccupazioni. Nonostante le spiegazioni e le rassicurazioni dell’assessore al turismo Alessandro Sindoni, il dibattito non si placa e anzi si allarga, coinvolgendo associazioni, cittadini e il mondo della mobilità sostenibile.

Dal 23 al 28 febbraio, ogni giorno dalle 16 alle 2 di notte, il tratto sanremese della ciclabile sarà interdetto a bici e pedoni per consentire il passaggio di navette elettriche, taxi e NCC autorizzati. Una scelta definita dal Comune come “misura sperimentale”, pensata per decongestionare il traffico urbano nei giorni di massimo afflusso legati alla kermesse canora. Ma proprio la parola “sperimentazione” è quella che più inquieta i ciclisti. La presa di posizione della FIAB Riviera dei Fiori è netta. In una lettera firmata dal presidente Dario Messina, l’associazione parla di “forte preoccupazione e ferma contrarietà”, sottolineando come «una ciclabile non possa diventare una strada di compensazione per il traffico motorizzato».

Secondo Fiab "L’apertura ai mezzi a motore – anche se limitata nel tempo – rischia di minare la fiducia degli utenti e di spingere molti cittadini a tornare all’auto o allo scooter, proprio perché la ciclabile rappresenta l’unico asse continuo e sicuro tra Sanremo e i comuni limitrofi". Dubbi che trovano spazio anche sulle pagine di Bikeitalia, che evidenzia come manchino informazioni chiare sui parametri di sicurezza, sul bilancio costi-benefici dell’operazione e sui percorsi alternativi protetti per i ciclisti durante la chiusura. «Se un’infrastruttura cambia funzione, anche solo temporaneamente, cala la propensione all’uso», è il timore espresso.

La questione assume un peso ancora maggiore se si considera che la Ciclabile della Riviera dei Fiori ha ricevuto nel 2025 l’Italian Green Road Award come migliore ciclabile d’Italia. Un’infrastruttura simbolo della mobilità dolce che, secondo Fiab, non dovrebbe diventare uno spazio “elastico” da sacrificare nei momenti di emergenza. L’amministrazione comunale ribadisce che si tratta di una misura eccezionale e limitata nel tempo, ma il fronte critico chiede garanzie precise: esclusione dei mezzi privati, limiti stringenti di peso e velocità, orari ridotti e un confronto strutturato per il futuro.

Gli appassionati delle due ruote, invece, si chiedono: "E' giusto sospendere, anche solo per pochi giorni, uno dei pilastri della mobilità sostenibile cittadina per far fronte a un evento straordinario? 

Carlo Alessi

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