Cronaca - 12 febbraio 2026, 15:26

Bimba morta a Bordighera, interrogata la madre davanti al GIP: niente convalida dell’arresto, ma resta in carcere

Manuela Aiello collegata da remoto davanti al giudice Botti per due ore. La difesa: “Ha parlato a lungo, è logica ma devastata dal dolore”. Lunedì l’autopsia a Sanremo

Si è svolto questa mattina, davanti al GIP del Tribunale di Imperia Massimiliano Botti, l’interrogatorio di garanzia di Manuela Aiello, la madre della bimba di due anni morta nei giorni scorsi nella sua abitazione di Bordighera. La donna, arrestata con l’accusa di omicidio preterintenzionale, resta detenuta nel carcere femminile di Pontedecimo, a Genova. L’interrogatorio è iniziato alle 11.30 e si è concluso intorno alle 13.30. Aiello si è collegata da remoto dall’istituto penitenziario, mentre i suoi difensori, l’avvocata Laura Corbetta e l’avvocato Bruno Di Giovanni, erano presenti in aula a Imperia.

La difesa ha definito l’esito “dolce e amaro”. “La prima parte del provvedimento viene incontro alle nostre istanze – hanno spiegato i legali – perché il giudice non ha convalidato l’arresto in flagranza. È un aspetto non scontato: abbiamo sostenuto che l’arresto è avvenuto molte ore dopo i fatti, a seguito dell’intervento del medico legale e delle testimonianze, mentre la legge consente l’arresto in flagranza solo in presenza immediata di elementi di reato e responsabilità evidenti”. Tuttavia, pur senza convalidare l’arresto in flagranza o quasi flagranza, il giudice ha disposto la misura cautelare in carcere per rischio di inquinamento delle prove. “Il giudice ha ritenuto sussistenti gravi indizi e un’esigenza cautelare legata al possibile inquinamento probatorio – hanno dichiarato –. Secondo noi si tratta di un’ipotesi meramente potenziale. Valuteremo un ricorso al Tribunale del Riesame”.

Secondo quanto riferito dai difensori, la donna ha parlato per circa 45 minuti, rispondendo a tutte le domande del giudice e del pubblico ministero. “Ha risposto in modo formalmente corretto, è apparsa logica nel racconto, anche se profondamente provata. Ha pianto a tratti. Una madre che perde una figlia di due anni vive un trauma insopportabile, a prescindere da ogni responsabilità”. Nel corso dell’interrogatorio, Aiello ha ribadito la propria versione dei fatti. “Ha detto di non aver mai messo le mani addosso alla bambina, che le figlie sono la ragione della sua vita”, hanno riferito i legali. La donna avrebbe spiegato che la piccola, molto vivace per l’età, era già andata incontro in passato a diverse cadute.

La sera precedente ai fatti, secondo quanto dichiarato, la madre aveva trascorso la notte con le tre figlie a casa di un conoscente. “Ha spiegato che la bambina aveva difficoltà respiratorie e aveva fatto l’aerosol anche tre volte. L’ha monitorata per tutto il pomeriggio e la sera. Aveva anche momenti di normalità: ballava con le sorelle guardando dei video. Prima di dormire l’ha controllata di nuovo”. Rientrata a casa la mattina successiva, la donna avrebbe adagiato la piccola nel lettino mentre preparava le altre figlie per la scuola. “Ha detto che inizialmente respirava, poi, dopo averla ricontrollata, non ha avvertito più segnali particolari, ritenendo che stesse dormendo. Quando è tornata da lei ha notato un cambiamento nel colore del viso e una certa rigidità alle mani e alle braccia. A quel punto ha chiamato i soccorsi”.

Aiello avrebbe spiegato di aver ricevuto indicazioni telefoniche dal 118 sulle manovre da effettuare. “È stata osservata la posizione della bambina rispetto alle indicazioni ricevute, ma con tre figlie che piangevano non era una situazione semplice”, hanno commentato i difensori. Sulle contestazioni medico-legali, i legali hanno precisato che finora si tratta di un esame esterno del corpo. “Quello che sarà rilevante è l’autopsia. Bisognerà chiarire le cause della morte, il significato delle lesioni rilevate e l’eventuale nesso causale tra questi elementi e il decesso”. La difesa ha evidenziato che la donna è incensurata, priva di precedenti penali, di carichi pendenti e di interventi dei servizi sociali. “A nostro avviso potevano esserci i presupposti per gli arresti domiciliari, anche perché non è mai stato contestato il pericolo di fuga”.

Secondo quanto emerge invece dalla Procura, la versione fornita dalla donna sarebbe al momento “smentita dalle altre risultanze investigative”, in particolare dalla relazione del medico legale che avrebbe evidenziato molteplici lesioni sul corpo e alla testa della bambina, dagli elementi acquisiti sugli spostamenti e dalla ricostruzione della lunga telefonata al 118. Ulteriori dettagli, al momento, non vengono resi noti.

Lunedì mattina si terrà l’autopsia all’obitorio di Sanremo. Alle 9.30 è previsto il conferimento dell’incarico. Secondo quanto riferito, la famiglia paterna avrebbe individuato un consulente di parte. “L’accertamento autoptico sarà decisivo – hanno concluso i legali –. Il quadro è ancora aperto e si presta a più possibili letture. La verità dovrà emergere”.

Andrea Musacchio

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