Sarà eseguita lunedì prossimo, quasi certamente a Sanremo, l’autopsia sul corpicino di Beatrice la piccola di due anni morta ieri nella casa dove viveva con la madre, poi arrestata dai Carabinieri con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Intanto la Procura di Imperia depositerà, domani mattina, la richiesta di convalida dell'arresto al Gip e non è escluso che l’interrogatorio di garanzia si possa svolgere giovedì prossimo, in tribunale ad Imperia. Per ora Manuela Aiello rimane rinchiusa nel carcere di Genova Pontedecimo, in attesa di essere ascoltata.
L’abitazione di Montenero, a Bordighera, è stata posta sotto sequestro. Sulle finestre e sugli accessi dell’appartamento sono stati apposti i sigilli della Procura della Repubblica, che coordina le indagini affidate ai carabinieri, impegnati a ricostruire quanto accaduto all’interno dell’abitazione dove la bambina è morta ieri mattina. All’interno della casa i militari hanno effettuato un accurato sopralluogo, alla ricerca di elementi utili a chiarire la dinamica dei fatti. Un passaggio ritenuto fondamentale dagli inquirenti, mentre la madre della piccola si trova detenuta nel carcere femminile di Genova Pontedecimo, dove è stata trasferita dopo l’arresto avvenuto nella serata di ieri. L’udienza di convalida del fermo è prevista per giovedì.
Secondo quanto riferito dalla donna ai carabinieri, la bambina sarebbe caduta nei giorni scorsi. Non ritenendo inizialmente grave l’accaduto, la madre non l’avrebbe portata subito al pronto soccorso. Ieri mattina, però, le condizioni della piccola sarebbero improvvisamente peggiorate, inducendo la donna a chiamare il 118. Sul posto sono intervenuti un’automedica Alfa3 e un’ambulanza della Croce Rossa di Bordighera, ma per la bimba non c’era più nulla da fare. Una versione che non ha convinto gli investigatori, anche alla luce dei primi riscontri medico-legali. Nella relazione preliminare del medico legale sarebbero stati evidenziati numerosi traumi sul corpo della bambina, alcuni ritenuti compatibili con lesioni volontarie e con l’uso di oggetti contundenti. Per questo la Procura ha disposto l’autopsia, che dovrà chiarire le cause della morte e la natura delle ferite.
A fornire la linea difensiva è stata ieri l’avvocato Laura Corbetta: «Quale accusa? Si tratta di una caduta accidentale della bambina e del fatto che la signora non abbia prestato subito i soccorsi». La legale ha aggiunto che «inizialmente non si trattava di una situazione preoccupante, perché la bimba stava bene» e che fino alla sera precedente la madre non avrebbe notato segni anomali. Al momento l’accusa riguarda esclusivamente la madre. Il padre della bambina risulta infatti già detenuto per altri motivi. «Era già in corso un’udienza per l’affidamento e il mantenimento dei figli», ha spiegato ancora l’avvocato, sottolineando che la donna «li ha cresciuti praticamente da sola, sia affettivamente che economicamente».

















