Regione Liguria, in coerenza con le osservazioni già formulate dall’Emilia Romagna, evidenzia forti criticità in merito al progetto del parco eolico di Ferriere, emerse in seguito alla valutazione degli elementi tecnici durante l’istruttoria ambientale e paesaggistica esperita nell’ambito del procedimento autorizzativo.
“È fondamentale – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e all’Energia Paolo Ripamonti – che la transizione energetica venga portata avanti con equilibrio e con un confronto pieno a tutti i livelli istituzionali, affinché la sostenibilità si traduca in scelte condivise e tecnicamente fondate, coniugandone gli indirizzi con la tutela del territorio, delle comunità locali e della biodiversità”.
Pur essendo localizzati formalmente nel Comune di Ferriere, in provincia di Piacenza, gli aerogeneratori previsti dal progetto presentano effetti visivi e territoriali che coinvolgono anche il versante ligure, in un’area di confine particolarmente delicata dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Dall’analisi progettuale emerge la necessità di valutare con attenzione il rapporto tra impatti e benefici; infatti, le valutazioni tecniche evidenziano possibili interferenze con i crinali dell’Appennino e con alcune visuali paesaggistiche riconosciute dagli strumenti di pianificazione, in particolare in relazione al Monte Groppo Rosso, al Monte Maggiorasca e ad alcune prospettive del Parco Naturale Regionale dell’Aveto.
“Si tratta di contesti di elevato valore paesaggistico – evidenzia Ripamonti – che richiedono approfondimenti puntuali e un approccio prudente nella valutazione degli interventi”. Tra gli aspetti oggetto di osservazione vi sono le opere previste nel Comune di Santo Stefano d’Aveto, tra cui cavidotti e una cabina di trasformazione per la connessione alla rete nazionale. Tutela della biodiversità e principio di precauzione impongono dunque ulteriori approfondimenti tecnici per quanto riguarda, in particolare, i monitoraggi ante operam su avifauna e chirotteri e la valutazione complessiva degli effetti sugli ecosistemi locali. “La transizione energetica rappresenta una sfida strategica che condividiamo – conclude Ripamonti – ma deve procedere insieme alla tutela della biodiversità e nel rispetto del principio di precauzione”.
“Come settore Tutela del paesaggio – aggiunge l’assessore competente Marco Scajola - stiamo chiedendo integrazioni e facendo tutti i dovuti approfondimenti sulle varie alternative progettuali e sulla visibilità e l’impatto degli interventi, in quanto hanno palesato diverse criticità. Parliamo infatti di luoghi dalla forte sensibilità. Una volta avuta la documentazione richiesta procederemo alle nostre valutazioni, ascoltando le amministrazioni locali liguri e mettendo al primo posto il bene del territorio”.
“L’espressione ‘parco eolico’ rappresenta già di per sé un’evidente ambiguità terminologica che rischia di trarre in inganno la cittadinanza – aggiunge l’assessore ai Parchi e biodiversità Alessandro Piana -. Premesso che non vi è alcuna contrarietà ideologica alle politiche di transizione ecologica né allo sviluppo delle energie rinnovabili, è tuttavia necessario usare un linguaggio corretto e trasparente. L’utilizzo del termine ‘parco’, che richiama aree verdi, tutela ambientale e natura incontaminata, per descrivere quello che è, di fatto, un impianto industriale composto da aerogeneratori di grandi dimensioni, finisce per attenuare artificialmente la percezione del suo reale impatto sul territorio. Dietro una definizione apparentemente “green” si cela, infatti, un intervento che può comportare conseguenze significative sugli ecosistemi locali: dalla frammentazione degli habitat al rischio diretto per numerose specie, in particolare per l’avifauna. Impatti che mettono in discussione equilibri naturali delicati e che risultano in evidente contrasto – conclude Piana - con il concetto stesso di ‘parco’ inteso come spazio di protezione, conservazione e valorizzazione della biodiversità”.





