Politica - 06 febbraio 2026, 12:10

Riviera Trasporti, scontro tra azienda e USB: “chiesti soldi ai lavoratori”, RT replica: “nessun risarcimento”

Sarà ora la Corte d’Appello a chiarire se e in che misura quelle somme dovranno essere restituite

Riviera Trasporti, scontro tra azienda e USB: “chiesti soldi ai lavoratori”, RT replica: “nessun risarcimento”

È scontro aperto tra Riviera Trasporti e il sindacato USB dopo le recenti notizie di stampa relative alla richiesta di restituzione di somme di denaro da parte dell’azienda nei confronti di alcuni dipendenti. Al centro della polemica, una vicenda giudiziaria che affonda le radici nel 2014 e che oggi, nel 2026, torna ad avere effetti concreti sui lavoratori. Secondo USB, la situazione avrebbe ormai superato il piano meramente economico per assumere una valenza etica e sociale. Il sindacato parla apertamente di un paradosso: da un lato un’inchiesta della Corte dei Conti su una presunta gestione negligente dei fondi pubblici, dall’altro l’azienda che chiede ai dipendenti la restituzione di decine di migliaia di euro a testa.

USB ricostruisce l’origine della vertenza nella decisione unilaterale della dirigenza di RT di disdire la contrattazione aziendale, eliminando diritti e indennità storiche. Una scelta che i lavoratori avevano impugnato in tribunale, ottenendo una sentenza favorevole in Corte d’Appello, che aveva definito il comportamento aziendale “contrario alla buona fede”. Da qui il pagamento delle somme contestate. Oggi, secondo il sindacato, l’azienda starebbe tentando di recuperare quelle cifre, arrivando a chiedere “30, 40 o 50 mila euro a chi vive di uno stipendio o di una pensione da tranviere”. USB parla di una richiesta “sfacciata” e ribadisce che le responsabilità del dissesto vanno cercate nei vertici aziendali, non tra i lavoratori. La prossima udienza di giugno in Corte d’Appello viene definita “un passaggio decisivo per stabilire se il lavoro ha ancora un valore o se è solo un bancomat per coprire i fallimenti della mala gestione”.

Di segno opposto la replica ufficiale di Riviera Trasporti, firmata dal presidente Temesio, che respinge con decisione le accuse. L’azienda precisa che non sta chiedendo alcun risarcimento ai lavoratori e parla di una ricostruzione fuorviante. Secondo RT, si tratta di una normale conseguenza processuale: “una piccola parte di dipendenti aveva ottenuto in primo grado il pagamento di somme che la Corte di Cassazione ha successivamente statuito non essere dovute”. La Suprema Corte ha infatti cassato le precedenti sentenze, rinviando il giudizio alla Corte d’Appello di Genova per una nuova decisione. In questo contesto, spiega l’azienda, “chi ha incassato somme in forza di un provvedimento esecutivo ma non definitivo teme ora di doverle restituire, né più né meno di quanto accade a qualunque cittadino”. Se la nuova sentenza dovesse confermare l’indebita percezione, RT sostiene di essere obbligata ad avviare gli atti di recupero.

Il presidente Temesio sottolinea inoltre che la vicenda non ha alcuna correlazione con altre indagini o procedimenti richiamati dal sindacato, per i quali la società avrebbe già intrapreso “ogni opportuna azione nel rispetto delle forme di legge”. Lo scontro resta quindi aperto, con due narrazioni diametralmente opposte: da una parte USB, che denuncia una richiesta ingiusta e socialmente inaccettabile; dall’altra RT, che rivendica il rispetto delle decisioni giudiziarie e delle procedure previste dall’ordinamento. Sarà ora la Corte d’Appello a chiarire se e in che misura quelle somme dovranno essere restituite.

Carlo Alessi

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