Politica - 04 febbraio 2026, 08:46

Rifiuti in Liguria, nessuna risposta in Commissione: comitati uniti contro l’inceneritore e per il dibattito pubblico

La Rete Liguria denuncia l’assenza di confronto

Rifiuti in Liguria, nessuna risposta in Commissione: comitati uniti contro l’inceneritore e per il dibattito pubblico

Si è svolta ieri, in seduta d’urgenza, l’audizione presso la Commissione Ambiente e Territorio in merito all’imminente decisione della Regione Liguria di procedere rapidamente con una manifestazione d’interesse sul fine ciclo dei rifiuti. Ancora una volta, però, non sono arrivate risposte chiare da parte della maggioranza regionale. I rappresentanti dei comitati e delle associazioni hanno chiesto esplicitamente quali siano le intenzioni della Regione dopo il netto “no” espresso dalla quasi totalità dei sindaci della Val Bormida, ricevendo come unica replica la volontà di non “creare false illusioni”. Una posizione giudicata inaccettabile da chi, come dichiarato in Commissione, ha già smesso da tempo di illudersi.

È stata inoltre sottolineata l’assenza totale di domande da parte dei consiglieri di maggioranza sulle ragioni della presenza in aula della Rete Liguria e del Coordinamento No Inceneritore Val Bormida, portavoce della volontà di migliaia di cittadine e cittadini contrari alla realizzazione di nuovi impianti di incenerimento. I comitati ribadiscono con forza che l’incenerimento dei rifiuti, anche attraverso cosiddetti termovalorizzatori di ultima generazione, comporta comunque l’emissione di sostanze altamente inquinanti, nocive per la salute umana e per l’ambiente. Al contrario, viene indicata come unica strada percorribile l’economia circolare, soprattutto in un’Europa povera di materie prime: i rifiuti devono essere considerati una “miniera urbana”, da cui recuperare materie prime seconde tramite riciclo, recupero e rigenerazione, riducendo l’uso di risorse vergini, i costi e l’impatto ambientale.

Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato il richiamo al rispetto della legge. Qualora la Regione Liguria decidesse di portare avanti la costruzione di un inceneritore (sia a Ferrania sia a Scarpino), i comitati esigono l’applicazione del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici, che rende obbligatorio il dibattito pubblico per opere di particolare rilevanza. L’eventuale omissione configurerebbe una grave violazione di legge, rendendo gli atti annullabili e impugnabili da cittadini, associazioni, comitati ed enti territoriali, con possibile intervento della Commissione Nazionale per il Dibattito Pubblico e segnalazione al Ministero competente. In assenza di dibattito pubblico, concludono i comitati, non si parlerebbe più di democrazia, già più volte messa in discussione dai fatti, ma di una vera e propria forzatura autoritaria.

Tra i numerosi soggetti aderenti alla Rete Liguria, dalla provincia di Imperia erano presenti e firmatari in particolare:
Comitati Civici di Base – provincia di Imperia
Comitato Civico di Base di Taggia
Comitato Ambiente e Salute Pubblica Imperia
Attac Imperia
Associazione 25 Aprile Intemelia
Associazione Popoli in Arte ODV – Sanremo
Sos Salute Pubblica Liguria Ponente

Una partecipazione ampia e trasversale che conferma come la contrarietà all’incenerimento e la richiesta di partecipazione reale delle comunità non siano una battaglia locale, ma una questione regionale che riguarda salute, ambiente e democrazia.

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