Una multa per 0,08 km/h oltre il limite, una cifra che rasenta l’impercettibile ma che è bastata a far scattare una sanzione regolarmente notificata e pagata. È quanto accaduto nella zona del Prino, a Imperia, dove un automobilista ha ricevuto un verbale per superamento del limite di velocità che, una volta applicata la tolleranza per l’errore strumentale, si è ridotto a una violazione quasi simbolica.
Daniele Sasia, ha scelto di non presentare ricorso, riconoscendo la piena legittimità formale della sanzione, ma ha scritto una lettera al sindaco e al comando di Polizia Municipale per porre una riflessione: si tratta di un caso statisticamente raro o del valore più basso mai sanzionato? Una domanda che, al di là dell’ironia, tocca un tema molto sentito: il rapporto tra rigore normativo e buon senso nell’applicazione delle regole. L’episodio riporta alla ribalta le continue lamentele degli automobilisti nei confronti di quelli che vengono ormai definiti i tre autovelox più odiati della provincia di Imperia. Oltre a quello del Prino, finiscono regolarmente nel mirino delle polemiche anche i dispositivi installati sull’Aurelia Bis a Sanremo e sulla SS20 a Porra, nel territorio di Ventimiglia.
In tutti e tre i casi, gli utenti della strada denunciano sanzioni frequenti per sforamenti minimi, spesso di pochi decimi di chilometro orario, alimentando la percezione che gli autovelox siano utilizzati più come strumento di entrata economica che di reale prevenzione della sicurezza stradale. Una percezione che rischia di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni: se il rispetto delle regole è imprescindibile, si chiedono in molti, quanto spazio resta per il buon senso, soprattutto quando la violazione è talmente ridotta da apparire, agli occhi di chi guida, più teorica che reale?
Il caso del Prino, con i suoi 0,08 km/h, diventa così un nuovo simbolo di un malcontento più ampio, che attraversa tutta la provincia e che continua ad alimentare un dibattito acceso tra legalità, sicurezza e percezione di equità.





