Gianni Calvi ricorda così l'amico Giuseppe Gavino, recentemente scomparso.
"Auguro buon viaggio a Giuseppe Gavino. Lo faccio con il rispetto dovuto a chi ha lasciato un segno, ma soprattutto con l’affetto di chi ha condiviso un pezzo di strada, concreta, polverosa, a volte anche scomoda. Ricordo bene quando si sparava alla Processionaria. Era il 1991, se la memoria non mi tradisce. Fu Gavino il primo a organizzare tutto: niente proclami, niente palcoscenici, solo la determinazione di chi sente una responsabilità verso il proprio paese e agisce. Mise insieme le persone, spiegò cosa fare, diede l’esempio. Poi, come accade nelle cose fatte bene, a un certo punto mi passò il testimone. Senza enfasi, senza istruzioni solenni. Con un semplice: 'Adesso tocca a te'. Era così Giuseppe Gavino. Uno che non occupava spazio, ma lo costruiva per gli altri. Uno che sapeva quando era il momento di farsi avanti e quando, invece, di fare un passo indietro. E non è poco. Oggi resta il ricordo, certo. Ma resta anche qualcosa di più importante: l’idea che una comunità vive se qualcuno, ogni tanto, decide di prendersene cura senza chiedere nulla in cambio. Gavino lo ha fatto. E chi c’era, lo sa".





