"A oltre due anni e mezzo dalla sua istituzione, l’Agenzia regionale dei rifiuti resta un ente fantasma". È l’accusa durissima che arriva dai consiglieri regionali del Partito Democratico Davide Natale, vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio, e Katia Piccardo, componente della stessa commissione. Secondo i due esponenti dem, «nessuna delle funzioni previste dalla legge istitutiva è stata realmente esercitata». Competenze cruciali come la gestione dei flussi dei rifiuti negli impianti, l’analisi dei fabbisogni di recupero e smaltimento e la predisposizione del Piano economico finanziario sarebbero rimaste interamente in capo agli enti locali, lasciando ancora una volta i Comuni soli ad affrontare una materia centrale per l’amministrazione quotidiana.
Una situazione che, sottolineano Natale e Piccardo, si ripete anche quest’anno: «Il Piano economico finanziario del ciclo dei rifiuti verrà predisposto l’anno successivo, come già accaduto in passato», con evidenti ripercussioni sulla programmazione e sull’efficienza del sistema. A rendere il quadro ancora più critico è la decisione della Giunta regionale di procedere comunque alla nomina del direttore generale dell’Agenzia. Una scelta che il PD definisce paradossale. «Siamo all’assurdo: si nomina un super dirigente per una scatola vuota, senza che ci sia nemmeno un dipendente da dirigere», attaccano i consiglieri.
Non solo. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, il futuro direttore potrebbe mantenere contemporaneamente altri incarichi, in aperta violazione della normativa vigente. «Se ciò dovesse essere confermato, saremo costretti ad assumere azioni legali per fermare l’ennesimo scempio», avvertono Natale e Piccardo, auspicando che «quanto sta emergendo in queste ore non corrisponda alle decisioni finali». Nel frattempo, il gruppo PD ricorda di aver già presentato un esposto alla Corte dei Conti per fare piena luce sull’utilizzo delle risorse pubbliche. «Nessuna delle attribuzioni assegnate dalla legge regionale al commissario è stata portata a termine», denunciano.
La conclusione è un affondo politico diretto alla maggioranza e al presidente Bucci: «Continueremo a chiedere che i soldi dei liguri vengano spesi per rispondere ai reali bisogni dei cittadini e non per alimentare la moltiplicazione delle poltrone», un’attività che – chiudono polemicamente – «a Bucci riesce particolarmente bene».





