Dopo mesi di tensioni, indiscrezioni e polemiche sul futuro del Festival della Canzone Italiana, Rai e Comune di Sanremo tornano a parlarsi con toni distesi e prospettive condivise. Le dichiarazioni dell’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, intervenuto all’incontro “Servizio Pubblico. Le nuove sfide” organizzato dalla Spes Academy, segnano un passaggio chiaro: il Festival resta a Sanremo e il legame con la città ligure viene ribadito come un valore identitario, prima ancora che economico.
Rossi ha voluto sottolineare come il Festival non sia soltanto lo spettacolo che arriva nelle case di milioni di telespettatori, ma soprattutto ciò che avviene dietro le quinte: un apparato produttivo imponente, che secondo l’ad Rai non ha eguali in Europa. «Lo sforzo produttivo che la Rai mette in piedi per quello che è il più grande show in Europa non potrebbe farlo nessun altro», ha affermato, ricordando come i broadcaster europei guardino a Sanremo come a un modello di eccellenza. Un fiore all’occhiello non solo per il servizio pubblico, ma per l’intero Paese. Parole che assumono un peso particolare alla luce delle vicende degli ultimi mesi, segnate da frizioni istituzionali, ipotesi di spostamento del Festival e discussioni legate a convenzioni, costi e ritorni economici. Proprio su questo punto Rossi ha voluto fare chiarezza: «Abbiamo firmato una convenzione, quindi da qui a qualche anno Sanremo rimarrà a Sanremo perché è giusto. A volte esiste un valore che non è economico ma di identità». Un messaggio che suona come una ricucitura definitiva del rapporto con la città.
Il Festival, ha ribadito l’ad Rai, è un pezzo di storia e di costume nazionale: «Tutto è passato da Sanremo». E se da un punto di vista logistico sarebbe forse più semplice organizzarlo in città più grandi e con strutture più capienti, la cittadina ligure rappresenta un “unicum” irripetibile. Sanremo non è solo la sede del Festival, ma il luogo che ne ha vissuto e accompagnato l’evoluzione culturale, fino a diventarne parte integrante. Un clima di fiducia che si riflette anche sull’edizione imminente della kermesse. La raccolta pubblicitaria, ha spiegato Rossi, «sta andando bene» ed è premiata dalla qualità del prodotto. Parole di apprezzamento anche per il lavoro di Carlo Conti, definito «straordinario» già nella scorsa edizione e capace, anche quest’anno, di portare avanti una ricerca musicale di livello. Quanto alla possibile controprogrammazione di Mediaset, l’ad Rai si mostra sereno: Sanremo, per la sua capacità di coinvolgimento emotivo e popolare, resta difficilmente attaccabile.
A rafforzare il clima di riavvicinamento tra Rai e territorio arrivano anche le dichiarazioni del senatore sanremese di Fratelli d’Italia Gianni Berrino, componente della Commissione di Vigilanza Rai. «Desidero esprimere il mio più sincero plauso all’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, per le parole chiare e rassicuranti sul futuro del Festival di Sanremo», ha affermato. Per Berrino, la conferma della permanenza del Festival nella sua “città naturale” rappresenta il riconoscimento di un patrimonio culturale e simbolico che appartiene non solo a Sanremo, ma all’Italia intera. Da sanremese prima ancora che da parlamentare, il senatore ha evidenziato come questa visione tuteli la storia e l’immaginario collettivo di una manifestazione che da oltre settant’anni accompagna e unisce il Paese. Un messaggio politico e istituzionale che va nella stessa direzione tracciata dalla Rai: superare le incomprensioni recenti e tornare a una collaborazione basata sulla consapevolezza del valore unico del Festival.
In questo contesto, il riavvicinamento tra Rai e Comune di Sanremo appare oggi più solido. Le parole di Rossi e il sostegno espresso da esponenti del territorio e delle istituzioni sembrano chiudere una fase di incertezza, restituendo centralità a un’alleanza storica. Sanremo e la Rai, ancora una volta, si confermano parti di un’unica storia, destinata a proseguire nel segno della tradizione e dell’innovazione.





