Il nuovo sistema di notifica e pagamento digitale delle sanzioni amministrative sta creando confusione, disagi e malumori tra molti cittadini sanremesi. A segnalarlo è una lettrice che, dopo aver ricevuto una multa notificata tramite la piattaforma digitale SEND, racconta un percorso complesso, fatto di accessi con SPID, QR code, passaggi multipli e costi aggiuntivi comparsi solo al momento del pagamento.
Un’esperienza che, come lei stessa sottolinea, non sarebbe un caso isolato, ma condivisa da numerosi altri cittadini, in particolare persone anziane o poco avvezze agli strumenti digitali. Da qui la richiesta di fare chiarezza sul perché il sistema sia cambiato.
Secondo quanto ricostruito, oggi le multe non arrivano più con il tradizionale verbale cartaceo completo, ma con una comunicazione che rimanda alla piattaforma SEND per scaricare l’atto, visionare eventuali immagini e procedere al pagamento. Una procedura che può avvenire in modalità digitale oppure, per chi non è in grado, attraverso il ritiro presso i CAF convenzionati, con costi aggiuntivi.
A chiarire il funzionamento del sistema è intervenuta la vicecomandante della Polizia Locale di Sanremo, Erica Bionda Zoccai, che spiega come il passaggio al digitale non sia una scelta del singolo Comune, ma un indirizzo nazionale. “È un sistema di notifiche che lo Stato incoraggia da tempo. Gli enti pubblici sono stati incentivati a passare dal cartaceo al digitale proprio attraverso SEND, anche grazie a finanziamenti del PNRR già attivi dal 2024. Non è quindi una novità improvvisa né una scelta autonoma del Comune di Sanremo”.
SEND, chiarisce la vicecomandante, è una piattaforma pubblica, gestita da PagoPA S.p.A., società partecipata dallo Stato. “Non si tratta di un soggetto privato. SEND fa parte dell’ecosistema PagoPA, ed è una piattaforma di notifiche pubbliche. È chi spedisce l’atto a decidere se usare SEND o la raccomandata tradizionale, non il cittadino”.
Dal punto di vista tecnico, il sistema nasce dal fatto che oggi gli atti amministrativi sono digitali fin dall’origine. “I verbali non nascono più su carta. Sono file firmati digitalmente. Stampare un atto digitale e spedirlo come una volta è ormai una contraddizione. La notifica digitale è il naturale proseguimento di questo processo”.
Quando un verbale viene caricato su SEND, la piattaforma tenta innanzitutto la notifica digitale. “SEND verifica se il destinatario ha una PEC, oppure se è registrato sull’Indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche. In alternativa, il cittadino può registrarsi su SEND ed indicare come ricevere le comunicazioni: tramite app, SMS o email. Per accedere la prima volta è necessario SPID o CIE”.
In nessun caso, però, l’atto viene allegato direttamente al messaggio. “Per motivi di privacy, SMS, email o PEC non contengono il verbale. Informano solo che l’atto è disponibile sulla piattaforma e va consultato accedendo con le proprie credenziali”.
Se il cittadino non ha PEC e non è registrato su SEND, il sistema procede con una raccomandata cartacea. “In questo caso arriva una raccomandata con avviso di deposito. Dentro non c’è il verbale, ma le istruzioni per accedere alla piattaforma e scaricare l’atto”.
Per chi non è in grado di utilizzare strumenti digitali, è prevista un’alternativa. “SEND ha stipulato convenzioni con i CAF, che possono stampare il verbale e l’avviso di pagamento. Il costo della stampa, almeno sul nostro territorio, è di circa 1,40 euro”.
Uno dei punti più contestati riguarda l’aumento dell’importo al momento del pagamento, rispetto a quanto indicato inizialmente. “Le spese di notifica oggi non sono più fisse. Variano in base a come si conclude la procedura. Se la notifica avviene via PEC il costo è minimo. Se invece si arriva alla raccomandata cartacea, i costi aumentano. L’importo complessivo viene aggiornato automaticamente nel momento in cui si inquadra il QR code per il pagamento”.
SEND e PagoPA, spiega ancora Bionda Zoccai, dialogano tra loro in tempo reale, aggiornando l’importo in base allo “stato” della notifica. “È per questo che l’importo finale può essere diverso da quello inizialmente indicato. Una parte delle spese va a coprire i costi di notifica della piattaforma”.
La vicecomandante riconosce che si tratta di un cambiamento non semplice. “È una novità, e come tutti i cambiamenti richiede un periodo di adattamento. Siamo comunque disponibili ad aiutare chi si trova in difficoltà”.





