Cronaca - 22 gennaio 2026, 13:14

Indagine sull’assistente capo di Ventimiglia, la difesa respinge le accuse: "Comportamenti corretti, chiesto il rigetto della sospensione dal servizio "

Così l’avvocato Giovanni Carbone: "La difesa ha depositato una memoria con indagini difensive approfondite, finalizzate a scardinare tutte le contestazioni"

Indagine sull’assistente capo di Ventimiglia, la difesa respinge le accuse: "Comportamenti corretti, chiesto il rigetto della sospensione dal servizio "

Dopo l’emergere dell’indagine a carico di un assistente capo della Polizia in servizio al commissariato di Ventimiglia, arrivano le prime dichiarazioni della difesa, che contesta in modo netto l’impianto accusatorio. A parlare è l’avvocato Giovanni Carbone, legale dell’indagato, che sottolinea come le accuse mosse al proprio assistito siano, a suo giudizio, prive di fondamento giuridico.

“La difesa – spiega Carbone – ha depositato una memoria con indagini difensive approfondite, finalizzate a scardinare tutte le contestazioni. A nostro parere c’è stata un’errata interpretazione dei comportamenti del poliziotto, che invece si è sempre mosso in maniera corretta. Le accuse non sono supportate da elementi giuridicamente consistenti e i fatti contestati non hanno la solidità che viene loro attribuita”. Proprio per questo, aggiunge il legale, è stata formalmente chiesta al giudice la reiezione dell’istanza del Pubblico Ministero relativa alla sospensione dal servizio.

A distanza di oltre un mese dall'udienza davanti al giudice, spiega la difesa, non è ancora arrivata una decisione, circostanza che viene letta come la conseguenza della necessità di esaminare attentamente tutta la documentazione depositata, sia dall’accusa sia dalla difesa. “Il giudice – precisa Carbone – ha correttamente ritenuto di doversi riservare, per analizzare nel dettaglio l’intero fascicolo e poi decidere secondo le proprie risultanze”.

Secondo il legale, anche il profilo cautelare alla base della richiesta di sospensione sarebbe debole. “La misura viene richiesta per presunti rischi in attesa delle indagini – afferma – ma in realtà è stata avanzata a distanza di molto tempo dai fatti contestati, che peraltro non sono supportati da accuse dimostrate, ma da interpretazioni che riteniamo errate”. Un elemento che, secondo la difesa, allontana ulteriormente l’ipotesi di adozione di una misura cautelare.

Il procedimento è ora nelle mani del giudice Botti, che si è riservato ogni valutazione. “Siamo fiduciosi – conclude l’avvocato Carbone – perché riteniamo che dall’analisi complessiva degli atti emergerà una valutazione favorevole al poliziotto”.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Imperia, resta dunque in corso. In attesa della decisione del giudice sulla richiesta di sospensione dal servizio, la difesa ribadisce la piena estraneità dell’indagato ai reati contestati, confidando in un esito che possa chiarire definitivamente la sua posizione.

Andrea Musacchio

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