Attualità - 22 gennaio 2026, 15:38

Viadotto Uveghi, l'allarme di Confartigianato: "servono fondi e tempi certi, il Ponente non può restare isolato"

La Presidente Vivaldi e il Segretario Biale sulla SS28: "dopo le limitazioni ai tir, Anas e Ministero intervengano subito. A rischio trasporti e stagione turistica".

Viadotto Uveghi, l'allarme di Confartigianato: "servono fondi e tempi certi, il Ponente non può restare isolato"

Nuove nubi all’orizzonte per la viabilità del Ponente ligure, già duramente messa alla prova da cantieri autostradali e ferrovie a singhiozzo. Questa volta il grido d’allarme arriva da Confartigianato Imperia e riguarda le condizioni del viadotto Uveghi, lungo la Statale 28, nel comune di Pieve di Teco.

Dopo la decisione di Anas di limitare il transito ai mezzi superiori alle 7,5 tonnellate e l'istituzione del senso unico alternato per evitare le zone laterali ammalorate, l'associazione di categoria alza la voce. La preoccupazione è che i tempi di ripristino possano dilatarsi, infliggendo un colpo letale all'economia locale.

"Esprimiamo forte preoccupazione per i tempi necessari per il ripristino" – dichiara Donata Vivaldi, Presidente di Confartigianato Imperia – "Si tratta di una infrastruttura strategica, non solo per i trasporti e le imprese, ma anche per il comparto turistico. È assolutamente necessario che Anas e Ministeri competenti intervengano finanziariamente e traccino un crono programma certo".

Il timore è che la Statale 28, arteria vitale di collegamento con il Piemonte, diventi l'ennesimo "tappo" in un sistema di collegamenti già fragile. A rincarare la dose è il Segretario generale Barbara Biale: "Ringraziamo gli Enti per la gestione della sicurezza, ma ora servono risorse rapide. Tra il tunnel del Tenda ancora problematico, i cantieri infiniti in autostrada e i treni che lasciano a desiderare, le nostre strutture turistiche non possono permettersi una stagione di isolamento. Bisogna correre".

Per Confartigianato, la parola d'ordine è rapidità. Senza un piano certo di investimenti e lavori, il rischio è quello di vedere imprese e turisti dirottare altrove, penalizzando un territorio che nel 2026 chiede risposte concrete e infrastrutture moderne.


 

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