Il bypass della pista ciclabile sul torrente Argentina sarà operativo entro la fine di febbraio. È quanto emerso dall’ultima riunione che ha riunito tutti i soggetti coinvolti nella vicenda: i Comuni di Taggia e Riva Ligure, la Regione Liguria, Amaie Energia e i tecnici incaricati.
Una scadenza che, pur non dichiarata ufficialmente, ha un peso evidente: farsi trovare pronti per la settimana del Festival di Sanremo, in programma dal 22 al 28 febbraio. Un periodo che, come ogni anno, porta sulla costa imperiese migliaia di turisti, con ricadute dirette su viabilità, sicurezza e servizi.
I numeri delle prenotazioni parlano chiaro. Ad oggi, l’81% delle strutture ricettive di Arma di Taggia risulta già non disponibile, così come il 71% di quelle di Riva Ligure. Percentuali registrate a oltre un mese dall’inizio del Festival e destinate con ogni probabilità a crescere ulteriormente. Un dato che rende evidente quanto la continuità della pista ciclabile e una viabilità alternativa sicura siano elementi fondamentali per evitare disagi proprio nel momento di massimo afflusso.
Nel corso dell’incontro è stato confermato che la conferenza dei servizi si avvia alla chiusura, con il parere favorevole anche della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la realizzazione delle rampe ciclabili. Dal punto di vista operativo, è attesa un’accelerazione dei lavori già dai prossimi giorni, con l’obiettivo condiviso di completare il bypass entro la fine di febbraio.
Resta confermata anche la tabella di marcia più ampia: la realizzazione del nuovo ponte a campata unica è prevista entro l’estate, mentre i tecnici sono ancora al lavoro per risolvere un’interferenza legata a una linea elettrica, intervento che dovrebbe essere chiuso entro la fine di gennaio.
Sul tema non sono mancate, nelle scorse settimane, tensioni politiche. A Taggia il consigliere di minoranza Giuseppe Federico aveva parlato di immobilismo, accuse respinte dal sindaco Mario Conio, che ha rivendicato il lavoro già svolto dal Comune insieme ad Amaie Energia, dalla messa a disposizione delle aree alla progettazione della rampa provvisoria.
Dalla riunione più recente, però, emerge un quadro di sostanziale convergenza tra enti e amministrazioni sull’urgenza di dare risposte concrete. Un’urgenza dettata non solo dalla sicurezza dei ciclisti e dei frequentatori della pista, ma anche dall’impatto economico e turistico che il territorio si prepara ad affrontare nelle settimane clou del Festival. La fine di febbraio, ora, è il punto fermo da cui tutti attendono conferme sul campo.





