Una nuova ipotesi progettuale per completare il tratto a Ponente dell’Aurelia bis di Sanremo, attualmente allo studio di Anas, solleva forti perplessità (come anticipato oggi dal Secolo XiX) da parte del comitato Bonmoschetto, che ha deciso di passare alle vie formali. Dopo aver preso visione di uno studio di fattibilità elaborato nei mesi scorsi, il comitato ha affidato all’avvocato Federico Smerchinich, dello studio Anselmi & Associati di Genova, il compito di redigere una lettera ufficiale indirizzata al Consiglio superiore dei lavori pubblici, con copia a Comune di Sanremo, Regione Liguria e Provincia di Imperia.
Il Consiglio superiore, del resto, aveva già espresso un parere negativo circa un anno fa su diverse soluzioni progettuali, bocciando in particolare la previsione di quattro rotatorie lungo un tracciato di 4,5 chilometri, tra Borgo e l’uscita della cava Cangiotti, oltre a formulare rilievi critici su ponti e viadotti. Un giudizio che aveva lasciato intendere la necessità di ripensare gran parte dell’impostazione. Al centro delle contestazioni del comitato – che si dice disponibile a un confronto pubblico con le amministrazioni – c’è soprattutto l’impatto del nuovo studio di fattibilità, con particolare riferimento allo svincolo previsto sui pendii sotto il monastero del Carmelo e in via Padre Semeria, giudicato «sproporzionato e del tutto superfluo».
Secondo quanto emerso, la versione più recente del progetto elimina le rotatorie intermedie e anche quella a quattro bracci in zona cava Cangiotti, a Capo Nero. Rimane però una deviazione verso l’uscita della cava, con una rotatoria a tre rami. Da lì partirebbe il bivio per la prosecuzione in galleria verso Ospedaletti e, in prospettiva, per il collegamento con il tratto Ventimiglia–Bordighera, proprio in corrispondenza di via Bonmoschetto. Sono inoltre previsti svincoli al Borgo e alla Foce, sopra corso Inglesi, mentre viene eliminato quello di strada Solaro Rapalin. Il comitato ha avviato richieste di accesso agli atti e critica apertamente «la volontà di collocare a ogni costo nella nostra zona» il raccordo destinato all’aggiramento di Ospedaletti, definendo la scelta un «errore gravissimo», soprattutto considerando il limitato carico urbanistico del Comune confinante.
La proposta alternativa avanzata è chiara: concludere l’Aurelia bis alla cava Cangiotti, ipotizzando un risparmio di circa 50 milioni di euro, eventualmente con una maxi rotatoria terminale in grado di risolvere anche le criticità viarie di Ospedaletti. Da quel punto, in futuro, potrebbe essere realizzato il collegamento verso Ventimiglia. Tra le richieste formali figura anche la consegna degli elaborati con i dati di traffico, definiti «indispensabili e obbligatori». Qualora la maxi rotatoria in cava risultasse impraticabile, il comitato propone come soluzione di ripiego il ripristino dell’ipotesi di raccordo in via Solaro Rapalin, indicata – ricordano – per decenni come tracciato naturale. L’obiettivo dichiarato resta quello di completare l’opera in tempi ragionevoli, evitando 'stravolgimenti del territorio' e garantendo un uso più efficiente delle risorse pubbliche. L’ultima versione del progetto, prima delle modifiche, aveva un costo stimato di circa 300 milioni di euro, comprensivi degli espropri.





