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Attualità | 14 gennaio 2026, 07:33

Solidarietà a Mons. Suetta dai 'Poveri Cavalieri di Cristo di San Bernardo' "Campana dei bimbi non nati come voce di misericordia e verità"

A difesa del Vescovo di Ventimiglia-Sanremo dagli attacchi mediatici

Solidarietà a Mons. Suetta dai 'Poveri Cavalieri di Cristo di San Bernardo' "Campana dei bimbi non nati come voce di misericordia e verità"

In giorni segnati da un dibattito mediatico acceso e spesso ingiusto, l’Associazione Poveri Cavalieri di Cristo di San Bernardo ha scelto di non restare in silenzio. Con una lettera aperta di solidarietà, firmata dal Presidente Fr. Massimo Maria Civale e condivisa da tutti i soci, l’associazione ha espresso il proprio sostegno a Mons. Antonio Suetta, Vescovo della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo.

La presa di posizione nasce dal desiderio di difendere non solo una persona, ma un magistero pastorale che, ispirato al Vangelo della Vita, ha suscitato reazioni polemiche a seguito dell’iniziativa della “Campana dei bimbi non nati”. Un gesto che i Cavalieri definiscono chiaramente «non un atto di condanna, ma un richiamo d’amore, di preghiera e di civiltà. Essere con il nostro Vescovo - scrivono i firmatari - è una scelta che affonda le radici in tre motivazioni fondamentali.
Anzitutto la difesa degli indifesi: «Il rintocco di quella campana è la voce di chi non ha voce», un segno che richiama alla tutela della vita nella sua forma più fragile e nascosta. Segue la libertà di testimonianza, intesa come diritto-dovere della Chiesa di annunciare il Vangelo senza subire censure o gogne mediatiche.
Infine il coraggio pastorale di Mons. Suetta, apprezzato per la sua fermezza in un tempo in cui il compromesso appare spesso più comodo della verità.

I rintocchi delle 20, sottolinea l’associazione, «non sono un segnale di divisione, ma un invito alla riflessione e alla Misericordia», una misericordia che accoglie tutti senza rinunciare alla Verità. Nel rinnovare la loro stima, i Poveri Cavalieri assicurano al Vescovo preghiera costante e vicinanza spirituale, affinché possa continuare il suo ministero con la forza e la serenità che lo Spirito Santo infonde nei testimoni del Risorto. A sigillo della lettera, il motto che riassume lo spirito dell’iniziativa, affidato alle parole del Salmo: «Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam.»

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