Attualità - 12 gennaio 2026, 14:46

Caso Rossetto, condanna a 5 mesi e 10 giorni: attivisti fuori dal Tribunale di Imperia in segno di solidarietà

La sentenza chiude un procedimento durato mesi, segnato da rinvii e attese

Caso Rossetto, condanna a 5 mesi e 10 giorni: attivisti fuori dal Tribunale di Imperia in segno di solidarietà

È arrivata questa mattina la decisione del Tribunale di Imperia nel procedimento a carico di Giorgio Rossetto, attivista torinese noto per il suo impegno nel movimento No TAV e per il legame con il centro sociale Askatasuna. Al termine dell’udienza, il giudice Di Naro ha pronunciato una condanna a 5 mesi e 10 giorni di reclusione, escludendo la recidiva.

La sentenza chiude un procedimento durato mesi, segnato da rinvii e attese. Rossetto era imputato per ripetute violazioni delle prescrizioni legate alla sorveglianza speciale, misura applicata nel 2023 dal Tribunale di Torino che gli imponeva l’obbligo di soggiorno nel comune di Bussoleno, in provincia di Torino, per la durata di tre anni.

Durante l’udienza, dopo il rigetto delle eccezioni preliminari e in assenza di repliche, Rossetto ha rilasciato dichiarazioni spontanee, nelle quali ha ricostruito il proprio percorso giudiziario e le conseguenze personali delle restrizioni subite. Ha parlato di una situazione vissuta come particolarmente gravosa, citando, tra gli altri aspetti, limitazioni agli spostamenti, difficoltà lavorative e divieti che hanno inciso anche sulla partecipazione alla vita sociale e associativa. L’attivista ha inoltre annunciato l’intenzione di presentare ricorso in Appello contro la sentenza.

La vicenda giudiziaria ha assunto rilievo anche sul piano giuridico per l’eccezione di legittimità costituzionale sollevata dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Giorgio Tomarchio. Secondo la tesi difensiva, la misura della sorveglianza speciale presenterebbe profili di sproporzione e contrasterebbe con il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione, anche alla luce delle motivazioni familiari che avrebbero spinto Rossetto a violare le prescrizioni. In più occasioni, l’imputato aveva spiegato di essersi recato a Taggia per raggiungere la compagna e i familiari, dopo che numerose richieste di permesso erano state respinte.

Parallelamente allo svolgimento dell’udienza, alcuni gruppi e sostenitori si sono ritrovati all’esterno del tribunale per manifestare solidarietà a Rossetto. Un presidio già annunciato nei giorni precedenti, che ha accompagnato l’attesa della decisione del giudice. 

Andrea Musacchio

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