Lo spirito ‘decubertiano’ vuole prediligere la partecipazione e che, almeno una volta, chi scendeva in pista alle Olimpiadi doveva essere un dilettante. Ma, trovarsi di fronte ad una organizzazione che non da una mano per lavorare ai giornalisti ed ai fotografi non ce lo aspettavamo. E’ quanto accaduto oggi a Sanremo nel corso del passaggio della fiaccola olimpica dal centro della città. Grande entusiasmo e ok, è giusto che chi partecipa possa fare una foto o un video per ricordo ma, non garantire un minimo di considerazione proprio per poter fare il proprio lavoro agli operatori dell’informazione, ci sembra davvero esagerato.
Non è la prima volta che accade ma, quest’oggi, la città dei fiori ci consegna una categoria bistrattata da chi ha organizzato il passaggio della fiaccola olimpica. Per poter scattare qualche foto, ad eccezione della partenza al Floriseum del Casinò, sono dovuti volare spintoni e qualche parola grossa. Nei giorni scorsi gli operatori dell’informazione locale hanno chiesto lumi sulla possibilità di avere un accredito, ovvero un pass per lavorare meglio ma, dai diversi uffici stampa dei comuni interessati, era stato confermato che l’organizzazione non ne aveva previsti. Fiduciosi, i vari giornalisti e fotografi locali hanno tentato di lavorare ma, oltre al fatto di doversi far largo tra la folla, non hanno trovato nemmeno collaborazione tra i responsabili dell’organizzazione che ha trattato gli operatori come semplici spettatori. Sia chiaro, nessuno pretende un trattamento di riguardo ma, almeno qualche agevolazione per poter fare il proprio lavoro.
E, tra l’altro, sono stati poco valorizzati i due momenti iconici del passaggio della fiamma olimpica. Stiamo parlando di quello di fronte al Teatro Ariston e al Casinò. Tutti momenti ‘affrettati’ e difficili da immortalare, come detto sia per la poca organizzazione che per un trattamento del tutto simile ai normali spettatori che, con grande entusiasmo per il passaggio, hanno però creato problemi a chi era lì per lavorare. Senza dimenticare che, invece, chi si occupava dei canali social del comitato olimpico, aveva regolare accredito. E chissà se, come invece per chi non ha avuto la possibilità di lavorare tranquillamente, ha o meno il tesserino da giornalista o pubblicista.
Dispiace fare polemica per una giornata che doveva essere ed è stata di festa per Sanremo e per le altre città dove transita la fiaccola olimpica. Ma è anche nostro dovere, ogni tanto, testimoniare quando le cose non funzionano. E oggi hanno funzionato poco.





