Coldiretti Liguria ribadisce con forza la propria netta opposizione alla firma dell’accordo Mercosur in assenza di reciprocità, controlli efficaci, tutela della salute dei cittadini e piena trasparenza sull’origine dei prodotti alimentari.
“Non possiamo accettare che agli agricoltori liguri ed europei vengano imposte regole sempre più stringenti su fitofarmaci, benessere animale e sostenibilità, mentre si aprono le porte a prodotti provenienti da Paesi che non rispettano gli stessi standard”, dichiara Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, Delegato Confederale. “È una concorrenza sleale che mette a rischio le nostre aziende, la qualità delle produzioni liguri e la sicurezza alimentare dei consumatori”.
Secondo Coldiretti Liguria, l’accordo Mercosur rappresenta un grave errore strategico, favorendo i grandi gruppi industriali multinazionali a discapito delle filiere agricole territoriali e locali, come quelle liguri. “Si tratta di un accordo pensato per agevolare interessi lontani dall’agricoltura reale e dai territori”, sottolineano. “In Liguria difendiamo un modello agricolo fatto di qualità, tracciabilità e rispetto dell’ambiente: valori incompatibili con importazioni ottenute con sostanze e tecniche vietate da anni in Europa”.
Critiche anche sull’ipotesi di rafforzamento dei controlli alle frontiere europee. “Parlare di aumento dei controlli quando oggi si verifica solo una minima parte delle merci in ingresso è del tutto insufficiente. L'aumento del 33% proposto li farebbe passare dal 3% a poco più del 4%, il che non garantisce alcuna reale tutela per la salute dei cittadini né il rispetto delle regole imposte ai nostri agricoltori”.
Per questo Coldiretti Liguria porta avanti la richiesta di controlli al 100% sugli alimenti provenienti dal Mercosur e dalle aree considerate a rischio, a partire da prodotti sensibili anche per il territorio ligure come olio, vino, fiori e piante, ortofrutta e trasformati. “La Liguria vive di produzioni identitarie e di un forte legame tra cibo e territorio: non possiamo permettere che prodotti esteri di dubbia origine entrino sul mercato senza adeguate verifiche”, aggiungono Boeri e Rivarossa.
Fondamentale anche il tema della trasparenza. Coldiretti Liguria chiede l’obbligo di indicazione chiara del Paese di origine su tutti gli alimenti e l’abolizione della regola dell’ultima trasformazione, che consente oggi di spacciare come italiani prodotti che non lo sono. “È un inganno che danneggia i consumatori e penalizza le nostre imprese”, conclude Boeri. “Difendere il vero Made in Italy significa difendere anche l’agricoltura ligure, il lavoro dei nostri produttori e la fiducia dei cittadini”.





