Continua il progetto “Triora, il Granaio di Genova”, nato per valorizzare il territorio, riscoprirne le radici storiche e promuovere i prodotti locali, con il coinvolgimento attivo dell’intera comunità.
Nei giorni scorsi i ragazzi della Residenza Psichiatrica ASL1 di Triora, con il supporto e la supervisione di Matteo Oliva dell’Agriturismo La Fontana dell’Olmo, hanno seminato il nuovo grano che sarà raccolto la prossima estate.
Il grano ha rappresentato per Triora, per lunghi secoli, un bene di primaria importanza: il frumento coltivato non solo era sufficiente al fabbisogno locale, ma veniva anche esportato in gran parte della regione.
Grazie a questa iniziativa è stato possibile recuperare e riportare alla coltivazione diversi appezzamenti di terreno che da tempo erano incolti.
Un tempo il pane, le focacce, le torte di verdura e molti altri prodotti venivano cotti nei forni pubblici. Ogni famiglia aveva il proprio stemma da imprimere sull’impasto per riconoscerlo dopo la cottura. E le piccole “palline” di pasta avanzate? Non si buttava via nulla: i ritagli venivano utilizzati per preparare la brussusa, una deliziosa mezzaluna da farcire con bruzzo, aglio o con ciò che si aveva a disposizione. I forni pubblici venivano appaltati periodicamente secondo un regolamento antico, rimasto pressoché invariato nei secoli.





