La Luce della pace di Betlemme giunge a Ventimiglia. Un simbolo di pace e fratellanza fra i popoli che ha aperto la tradizionale ‘Strena de Deinà’ e ha portato conforto alla Fondazione Zitomirski, alla casa di riposo San Secondo, alla Fondazione Chiappori, alla Fondazione Tornatore e P. Mauro e alla Fondazione Isnardi in prossimità del Natale. Un'iniziativa resa possibile grazie ad alcune associazioni presenti sul territorio.
La Luce della pace proveniente da Betlemme è stata accolta domenica 14 dicembre dalla comunità di Ventimiglia radunatasi sul sagrato della chiesa di Sant’Agostino. Per l'occasione erano presenti il parroco don Ferruccio, il Masci, l’Agesci, gli Scout di Menton-Monaco, l’AVO, i movimenti dei focolari, i sestieri di Ventimiglia facenti capo all’Agosto Medievale, la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa rumena e molti cittadini. Al termine della celebrazione della santa messa, staffette di Sestiere hanno raggiunto le altre parrocchie ventimigliesi mentre i fedeli hanno potuto attingere la loro Luce e portarla a casa in apposite lanternine che i gruppi scout o MASCI e i bambini del catechismo avevano predisposto nei loro laboratori.
La Luce è stata, in contemporanea, distribuita presso la parrocchia di San Secondo e di San Nicola nonché di Maria Ausiliatrice a Vallecrosia. "Da secoli nella chiesa della Natività di Betlemme, arde perpetuamente un cero che viene alimentato dalle diverse nazioni di fede cristiana. Nel mese di dicembre, una delegazione di scout attinge a questa Luce per portarla, in aereo, a Lienz, in Austria, perché da lì possa essere distribuita in tutta Europa" - fanno sapere i tedofori - "Il primo nucleo italiano ad accoglierla, per consuetudine ed accordo, è a Trieste: partono da lì le staffette per la distribuzione e Irina, capo scout triestina, oltre che portarla a Ventimiglia, ha incontrato qui i delegati scout di Alba, per la propagazione in Piemonte".
È iniziato così il sistematico impegno delle volontarie dell’AVO nel distribuire la Luce di Betlemme agli ospiti delle case di riposo e delle residenze protette del territorio, luoghi dove l’Associazione Volontari Ospedalieri è presente quotidianamente per dare supporto ad anziani e ammalati. Grazie ad una precisa e dettagliata programmazione che la volontaria Rita Zanolla aveva provveduto a concordare con responsabili e animatori, è stato possibile avvicinare quasi duecento anziani con i quali intrattenersi per un momento di gioia e di condivisione.
La luce di Betlemme è stata così accolta dalla Fondazione Zitomirski di Vallecrosia, dalla Fondazione Tornatore e p. Mauro a Dolceacqua, dalla casa di riposo Isnardi di Pigna, dalla casa di riposo San Secondo e dalla Fondazione Chiappori a Ventimiglia portata dagli adulti del Masci Giampaolo De Lucia, Alberto Mariani, Luca Palmero e dai volontari AVO Rita Zanolla, Candida Bertolotto e Orrigo Loris. "Durante l’accoglienza, è stato possibile condividere con gli anziani speciali momenti di animazione predisposti dai loro rispettivi animatori: Roberta, Antonella, Giusy, Marzia, Anna, Paolo che alimentano la gioia con il loro servizio" - dicono i tedofori - "Ogni momento di incontro, si è concluso con la celebrazione della santa messa o la condivisione di una preghiera grazie ai sacerdoti e cappellani che quest’anno hanno voluto essere presenti: il diacono Hotten, don Pietro, don Mirko, don Gerard e don Davis. Ad esse è seguito lo scambio di auguri natalizi, allegro e molto gradito alle persone anziane che, in alcuni casi, hanno malinconia di affetti non presenti".
Grazie a Candida e a Gabriella Morese e grazie alla sensibilità del sindaco Flavio Di Muro e di Marco Scullino, console della Cumpagnia di Ventemigliusi, alla presenza del vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo, Monsignor Antonio Suetta, e di molte autorità civili e militari, la Luce ha avuto l’onore di aprire la tradizionale manifestazione della “Strena de Deinà”, scambio di auguri tra il sindaco e le associazioni. "Poter soprattutto rallegrare gli anziani delle case di riposo con la nostra visita e con la diffusione di questa Luce di speranza e di gioia, augurare loro un buon Natale, farli sentire destinatari di una benché piccola attenzione sociale è l’aspetto più rilevante e umanamente soddisfacente di questa iniziativa" - dicono i tedofori che, secondo i loro tempi e le loro possibilità, con un piccolo gesto, hanno portato a compimento l’impresa.