Cronaca - 21 dicembre 2025, 16:22

Sanremo: 'Faccetta nera' trasmessa al Luna Park, interviene l'Anpi "Ostentazioni di ideologia che offendono il paese" (Video)

"Il problema non è solo giuridico, ma profondamente culturale e politico"

Foto d'archivio

Foto d'archivio

L’ANPI e il Partito della Rifondazione Comunista di Sanremo denunciano con fermezza le ostentazioni di nostalgia per il fascismo che continuano a riaffiorare nello spazio pubblico, offendendo non solo la storia del nostro Paese, ma anche i valori fondanti della Repubblica. Si tratta di manifestazioni che stridono in modo insopportabile con i frequenti e ipocriti appelli alla “memoria” e al “rispetto della storia” che vengono proclamati in ogni occasione ufficiale, salvo poi essere smentiti dai fatti.

Questa volta il fatto è accaduto al Luna Park di Sanremo, dove dalle casse di un intrattenimento è stata diffusa la canzone nota nel periodo fascista. "Questa contraddizione - sostiene l'Anpi - rivela una palese incoerenza: da un lato si invoca la Costituzione, dall’altro si tollerano — quando non si minimizzano — simboli, slogan e comportamenti che richiamano il periodo più buio e ignobile della nostra storia nazionale. Un periodo che non è stato semplicemente “un errore del passato”, ma una dittatura fondata sulla violenza, sulla soppressione delle libertà, sulla persecuzione politica e razziale, sulla guerra. Se fossimo davvero portatori di una democrazia sana e matura, se fossimo capaci di ricordare chi quella democrazia l’ha conquistata — donne e uomini della Resistenza, spesso giovanissimi, che hanno pagato con la vita la libertà di cui oggi godiamo — non potremmo assistere passivamente a queste provocazioni. Se ne fossimo davvero orgogliosi, l’intervento delle istituzioni e della magistratura sarebbe immediato, solerte e deciso, come ben sappiamo che può essere quando lo si ritiene necessario".

"Il problema, dunque - prosegue l'Anpi - non è solo giuridico, ma profondamente culturale e politico. È il segno di una rimozione collettiva, di un mancato ripudio del fascismo che la Costituzione invece afferma in modo inequivocabile. È il segno di una memoria selettiva che si attiva a comando e si spegne quando diventa scomoda. A pagarne il prezzo più alto sono soprattutto i giovani. Ragazze e ragazzi che dovrebbero poter vivere gli spazi del divertimento e della socialità — una fiera, un luna park, una festa cittadina — senza essere esposti a beceri rigurgiti ideologici che avvelenano l’immaginario e banalizzano la violenza del passato. La normalizzazione di certi simboli e linguaggi non è mai innocua: prepara il terreno all’indifferenza, all’odio, alla negazione dei diritti. Difendere la memoria non è un esercizio retorico né una celebrazione rituale. È una responsabilità quotidiana. Significa vigilare, prendere posizione, intervenire quando la storia viene insultata e la democrazia svuotata di senso. Perché la libertà non è un dato acquisito una volta per tutte, ma una conquista da rinnovare ogni giorno, anche — e soprattutto — opponendosi a chi tenta di riportare in scena le ombre di un passato che l’Italia ha il dovere di non dimenticare e di non rivivere mai più".

Carlo Alessi

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU