Dyler, il marketplace automobilistico e piattaforma dedicata alla cultura dell’auto d’epoca, sottolinea spesso come la crescente pressione urbana e le infrastrutture obsolete stiano ridefinendo la mobilità in molte città europee e Sanremo ne è un esempio perfetto.
Una città costruita per un’altra epoca
Il fascino di Sanremo risiede nelle sue stradine strette, nei palazzi storici e nel suo ritmo mediterraneo. Ma sono proprio queste caratteristiche a renderla difficile da gestire sul piano della sosta moderna. La città vecchia è stata progettata ben prima che le automobili dominassero la vita quotidiana: vicoli tortuosi, spazi ridotti e pendenze rendono complicata qualsiasi espansione. A ciò si aggiungono migliaia di turisti, soprattutto durante il Festival della Canzone Italiana o nei fine settimana estivi, creando un vero e proprio ingorgo urbano.
Il risultato è un problema quotidiano: automobilisti che girano a vuoto in cerca di un posto, residenti in competizione con i visitatori e commercianti che lamentano una ridotta accessibilità. Anche con un mix di parcheggi pubblici, garage privati e aree a pagamento, la domanda supera di gran lunga l’offerta nei mesi di punta.
La situazione attuale
Oggi il panorama dei parcheggi sanremesi è un mosaico di soluzioni: aree a pagamento, parcheggi gratuiti e garage privati. Le zone centrali e il lungomare sono quasi interamente regolati da tariffe orarie, pensate per favorire il ricambio dei veicoli. Gli hotel e i garage privati offrono posti riservati, spesso a costi elevati, mentre in alcune zone residenziali esistono ancora spazi gratuiti, ormai rarissimi.
Molti residenti si lamentano di una certa disparità: durante gli eventi più affollati, l’amministrazione amplia le aree di sosta per i turisti, ma i cittadini faticano a trovare parcheggi a prezzi accessibili vicino alle proprie abitazioni. Nel frattempo, il traffico peggiora perché molti conducenti continuano a girare in cerca di un posto libero. Anche per chi arriva da città vicine come Nizza o Genova, la mancanza di segnaletica chiara e strumenti digitali adeguati rende l’esperienza confusa e stressante.
Il 2026 come anno di svolta
Il Comune di Sanremo ha annunciato che il 2026 potrebbe segnare un punto di svolta nella gestione dei parcheggi, grazie a un mix di innovazioni tecnologiche, pianificazione sostenibile e nuovi investimenti. Sebbene non tutti i progetti siano ancora ufficialmente definiti, diverse iniziative sono già in fase di studio o avviamento.
1. Gestione “smart” della sosta
La città punta a una gestione più digitale: sensori di parcheggio, dati in tempo reale e pagamento tramite app. Entro il 2026 è previsto il lancio di un sistema che permetterà agli automobilisti di controllare la disponibilità e pagare la sosta direttamente dal telefono. L’obiettivo è ridurre il cosiddetto “traffico da ricerca del posto”, una delle principali cause di congestione urbana. Esperienze simili in altre città italiane hanno già portato a una riduzione fino al 30% del traffico correlato alla sosta.
2. Prezzi dinamici e utilizzo più equo
Il Comune sta valutando l’introduzione di tariffe dinamiche, che variano in base alla domanda, all’orario e alla zona. In questo modo si punta a gestire meglio gli spazi e a garantire un uso più efficiente delle aree più centrali. I residenti potrebbero beneficiare di abbonamenti a prezzo fisso, mentre per i turisti le tariffe cambierebbero in base alla stagione o agli eventi. Oltre a migliorare l’efficienza, questo sistema incoraggerebbe l’utilizzo dei parcheggi periferici e dei mezzi alternativi.
3. Espansione delle aree periferiche
Un altro obiettivo importante è lo sviluppo di parcheggi multipiano o sotterranei nelle zone esterne della città. Questi spazi saranno collegati al centro tramite navette elettriche o minibus, creando dei veri e propri “hub di mobilità”. Se completati nei tempi previsti, tali parcheggi ridurranno la pressione nel cuore della città e libereranno spazio prezioso per pedoni e ciclisti.
4. Mobilità sostenibile e restrizioni d’accesso
Sanremo mira anche a raggiungere obiettivi ambientali più ambiziosi. L’estensione delle aree pedonali, l’ampliamento della pista ciclabile “Riviera dei Fiori” e le restrizioni all’accesso dei veicoli privati nei quartieri storici fanno parte di una strategia più ampia di mobilità sostenibile. Limitando l’ingresso delle auto non necessarie, la città punta a migliorare la qualità dell’aria e a promuovere spostamenti a piedi o in bicicletta.
5. Controllo automatizzato e nuove tecnologie
Anche la vigilanza sui parcheggi sarà più efficiente grazie a sistemi automatizzati: telecamere, barriere intelligenti e lettura automatica delle targhe permetteranno di ridurre soste abusive o permanenze oltre il limite. Queste tecnologie, unite ai pagamenti digitali, garantiranno maggiore fluidità e trasparenza.
6. Segnaletica e comunicazione migliori
Uno dei problemi più lamentati dai turisti è la mancanza di segnaletica chiara e multilingue. Entro il 2026, Sanremo prevede di introdurre cartelli unificati e pannelli digitali che indicheranno in tempo reale la disponibilità dei posti. Un miglioramento semplice ma fondamentale, che renderà la città più accogliente per chi arriva da fuori.
Vantaggi e criticità
Se tutti questi cambiamenti saranno realizzati, Sanremo potrebbe diventare un modello di equilibrio tra turismo e mobilità. I benefici potenziali sono significativi:
meno congestione e inquinamento nel centro;
maggiore prevedibilità e trasparenza nelle tariffe;
migliore accessibilità per residenti e visitatori;
sostegno concreto alla mobilità sostenibile.
Tuttavia, la transizione non sarà priva di ostacoli. Le opere infrastrutturali richiedono tempo e investimenti importanti. Alcuni residenti potrebbero opporsi alle nuove regole o alle tariffe variabili. Inoltre, l’integrazione tecnologica tra parcheggi pubblici e privati richiede coordinamento e risorse.
Il fattore umano
Al di là della tecnologia, la questione del parcheggio resta prima di tutto un tema sociale. I cittadini dovranno essere rassicurati sul fatto che le nuove misure non penalizzeranno chi vive e lavora in centro. I turisti, invece, si aspettano un’esperienza semplice e intuitiva. I commercianti, dal canto loro, dipendono da un flusso costante di clienti che possano accedere facilmente alle zone commerciali.
Per questo motivo, gli esperti raccomandano un approccio graduale e partecipativo. L’esperienza di altre città dimostra che i progetti di “smart parking” funzionano meglio quando i cittadini vengono coinvolti sin dall’inizio e comprendono i vantaggi concreti delle nuove regole.
Cosa aspettarsi nel 2026
L’automobilista che arriverà a Sanremo nel 2026 potrebbe vivere un’esperienza molto diversa da quella attuale: potrà controllare in anticipo la disponibilità dei posti, prenotare un parcheggio via app e ricevere indicazioni precise fino al garage scelto. Dalle aree periferiche, navette elettriche o biciclette condivise lo porteranno direttamente al centro o alla zona del Festival. Meno caos, meno stress, più efficienza.
Uno sguardo al futuro
La bellezza e la vitalità di Sanremo continueranno ad attrarre visitatori, e questo significa che il tema della sosta non scomparirà mai del tutto. Ma con una gestione più intelligente, politiche lungimiranti e infrastrutture moderne, il 2026 potrebbe rappresentare una vera svolta. Quella che oggi è una sfida quotidiana potrebbe presto trasformarsi in un sistema più sostenibile, ordinato e accessibile a tutti.
Come ricorda spesso Dyler, il futuro della mobilità non riguarda solo le auto, ma il modo in cui le città imparano a convivere con esse. Sanremo, con la sua storia e la sua visione, ha tutte le carte in regola per diventare un esempio virtuoso di equilibrio tra tradizione e innovazione.
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