Attualità - 10 ottobre 2025, 09:05

Appello per la rivalorizzazione dell’Oratorio benedettino di Andagna: un tesoro da salvare nel cuore della Valle Argentina

Nel silenzio dei monti della Valle Argentina sorge uno dei più antichi e significativi simboli della spiritualità e della storia locale: la Chiesa di San Martino di Andagna, edificata dai monaci benedettini
intorno al 700 d.C.. Considerata la prima sede parrocchiale del paese, la chiesa ha svolto un ruolo fondamentale nella vita religiosa e sociale della comunità fino al XV secolo.

Nel corso dei secoli, tuttavia, l’edificio ha subito le ingiurie del tempo: saccheggi, terremoti e incendi ne hanno compromesso la struttura, lasciandola oggi in uno stato di grave degrado. Le mura che un tempo accoglievano preghiere e canti liturgici raccontano ora un passato glorioso ma fragile, che rischia di andare perduto se non si interviene con urgenti lavori di restauro e messa in sicurezza.

La popolazione di Andagna, profondamente legata alle proprie radici, lancia un appello per la rivalorizzazione dell’oratorio, affinché non solo venga preservato il monumento, ma anche il patrimonio spirituale e culturale che esso rappresenta per l’intera valle. 

I monaci benedettini, infatti, non portarono soltanto la fede cristiana in queste terre, ma introdussero anche importanti innovazioni agricole, insegnando alla popolazione locale tecniche di dissodamento razionale del terreno e la costruzione dei celebri muretti a secco, oggi riconosciuti come parte integrante del paesaggio ligure.

La posizione di Andagna, posta lungo un crocevia strategico tra Liguria e Piemonte, favorì nei secoli passati i commerci di sale e grano, rendendo la zona un punto vitale per gli scambi economici e
culturali dell’entroterra.

Negli ultimi anni, l’Oratorio di San Martino ha suscitato un rinnovato interesse da parte della Soprintendenza di Genova, della Curia Vescovile di Ventimiglia e del Comune di Molini di Triora, che stanno
valutando possibili interventi di recupero e valorizzazione.

L’auspicio è che questo luogo, testimone silenzioso di oltre tredici secoli di storia, possa tornare a essere un punto di riferimento culturale, spirituale e turistico per la comunità e per tutti coloro che desiderano riscoprire le radici profonde della Valle Argentina.

Redazione

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