In un momento storico segnato da conflitti, crisi umanitarie e crescenti tensioni internazionali, gli studenti del Liceo G.D. Cassini di Sanremo hanno scelto di alzare la voce e di non restare indifferenti. Con una lettera aperta, sottoscritta collettivamente, i giovani hanno voluto esprimere il loro dissenso verso ciò che sta accadendo a Gaza, in Ucraina e in altri territori martoriati da guerre spesso dimenticate, ignorate dai media e percepite come “troppo lontane” per suscitare attenzione.
La loro presa di posizione nasce in sintonia con quanto già espresso dalla comunità educante della scuola, e si configura come un gesto di consapevolezza e responsabilità civile. I ragazzi rivendicano il diritto alla manifestazione pacifica e alla solidarietà come strumenti fondamentali per costruire un futuro più giusto, in cui i diritti umani non siano un privilegio ma una garanzia universale. La lettera, che riportiamo integralmente, è un appello accorato alla coscienza collettiva e un segnale forte che la generazione più giovane non è disposta a voltarsi dall’altra parte.
Lettera degli studenti del Liceo G.D. Cassini di Sanremo
“Noi studenti del liceo G.D. Cassini di Sanremo sottoscriviamo quello che è stato comunicato dalla comunità educante della nostra scuola. Viste le vicende accadute nelle ultime ore sentiamo il dovere morale di non rimanere in silenzio e di esprimere il nostro dissenso nei confronti di ciò che sta accadendo a Gaza, in Ucraina e in altri paesi dove si combattono conflitti dimenticati, spesso ignorati dai giornali perché ‘troppo lontani da noi’. La violenza non è mai stata, né potrà mai essere un mezzo di risoluzione; la storia lo ha già dimostrato ma sembra che si dimentichi troppo facilmente. Essere indifferenti nei confronti degli orrori subiti da civili innocenti significa essere complici e non prendere posizione ci rende colpevoli. Ogni giorno assistiamo a continue violazioni dei diritti umani, ogni giorno mentre noi siamo a scuola, ragazzi della nostra età muoiono di fame e di stenti. Ogni giorno se restiamo in silenzio rinneghiamo la nostra umanità. Crediamo che l’unica via corretta per esprimere il nostro dissenso e contribuire ad ottenere la pace sia la manifestazione pacifica e la solidarietà. Tuttavia come dimostra il recente episodio della Global Sumud Flotilla anche questo diritto è stato negato. Riteniamo ciò inammissibile. Abbiamo il dovere di informarci e prendere posizione su quello che accade nel mondo per contribuire a costruire un futuro dove i diritti fondamentali non siano un privilegio per pochi e dove nessuna vita sia considerata meno degna di un’altra. Noi giovani cittadini, rifiutiamo di essere spettatori passivi. A scuola ci viene insegnato a prendere parte al cambiamento e ad anteporre l'umanità di ogni persona ad ogni oltre valore, per questo crediamo che dimostrarlo con un chiaro gesto pacifico sia il mezzo più efficace per dimostrare che la nostra generazione non è indifferente al dolore e all'umanità strappata ai cittadini palestinesi. Crediamo che bloccare civili volontari che cercano di portare aiuti a un popolo stremato sia inammissibile e siamo convinti fermamente che la nostra generazione debba dimostrare il proprio rispetto verso l'umanità.”





