Torna d'attualità la proposta di una metropolitana sotterranea che colleghi l’aeroporto di Nizza a Ventimiglia, passando per il Principato di Monaco. A rilanciarla è ancora una volta Philippe Ortelli, presidente della FEDEM (Fédération des Entreprises Monégasques), che sottolinea come il progetto non sia più solo una suggestione futuristica, ma una necessità impellente per affrontare una crisi della mobilità che ha ormai superato i limiti della sostenibilità.
La visione è chiara: una linea metropolitana elettrica, moderna, veloce, con fermate strategiche fino a Ventimiglia, attraversando Nizza Nord e ben quattro punti nevralgici del Principato di Monaco (Fontvieille, Sainte-Dévote, Monte-Carlo, Saint-Roman), per poi servire Carnolès e terminare proprio nella città di confine. Un tracciato di 30 chilometri in grado di rivoluzionare gli spostamenti quotidiani di migliaia di lavoratori e residenti.
Il contesto da cui nasce questa proposta è quello di una congestione cronica. Ortelli ha denunciato con forza, durante una recente conferenza stampa, i gravi disagi che i lavoratori devono affrontare per raggiungere Monaco ogni giorno: “Un’ora e mezza per arrivare al lavoro ogni mattina è disumano. Le infrastrutture attuali, spiega, sono del tutto inadeguate a sostenere la crescita occupazionale che il Principato ha registrato negli ultimi due decenni. E i pochi interventi fatti – come il tunnel discendente o i parcheggi d’interscambio – non sono sufficienti né pensati per un utilizzo quotidiano.
Ma il vero punto di svolta per il Ponente ligure è la decisione, inedita e coraggiosa, di estendere il progetto fino a Ventimiglia. Non si tratta di un’aggiunta simbolica, ma di una scelta strategica: l’area italiana viene esplicitamente vista come una "riserva significativa di lavoratori" ancora sottoutilizzata. Per Ventimiglia e i comuni limitrofi del Ponente, ciò significherebbe uscire da una posizione di perifericità e marginalità infrastrutturale per diventare un nodo attivo di una rete metropolitana internazionale. Si aprirebbero nuove prospettive occupazionali, di mobilità, di attrattività residenziale e commerciale. Senza contare l’effetto benefico sulla qualità della vita di migliaia di frontalieri italiani che ogni giorno affrontano code, treni affollati e ritardi sistemici per raggiungere il Principato.
Il progetto, il cui costo stimato si aggira attorno ai 4 miliardi di euro, ha già attirato l’interesse di grandi gruppi francesi e potrebbe accedere a finanziamenti europei, grazie alla sua natura transfrontaliera che coinvolge tre Stati: Francia, Italia e Monaco. Secondo Ortelli, l’investimento si ammortizzerebbe su un arco temporale di lungo periodo – come accade per tutte le grandi opere infrastrutturali nel mondo – ma garantirebbe benefici immediati e tangibili in termini di mobilità, ambiente ed economia. Il modello svizzero è citato come esempio virtuoso: se Losanna, una città di dimensioni medie, ha potuto realizzare due linee metropolitane, e la Svizzera ha costruito in pochi anni 52 km di tunnel attraverso le Alpi, allora anche la Riviera franco-italiana può guardare lontano.
Un paio di anni fa era stato proposto un altro progetto, quello di una monorotaia sopraelevata per collegare Nizza e il suo aeroporto con il Principato di Monaco e Ventimiglia. È il progetto di Fernando De Simone, architetto specializzato in trasporti, tunnel, costruzioni sotterranee e sottomarine, in ingegneria sismica e membro SIA - società svizzera degli ingegneri e degli architetti e di Intamin Transportation. Una struttura già stata realizzata in Italia a Bologna: il collegamento in 7,2 minuti fra la stazione centrale ferroviaria di Bologna e l'aeroporto Marconi, che dista 5 chilometri.





