Dopo il sold out del concerto di Mario Biondi, Sanremo si prepara ad accogliere un altro appuntamento di grande musica e intensità emotiva. Questa sera, alle 21.30, l’Auditorium Franco Alfano ospiterà il ritorno di Simone Cristicchi, che salirà sul palco con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, diretta dal maestro Valter Sivilotti, e con il Coro FilHarmonia.
Un concerto che unirà il percorso artistico del cantautore romano, dai brani più celebri fino ad alcune interpretazioni di Sergio Endrigo, Lucio Battisti e Franco Battiato, in una veste sinfonica capace di esaltare l’intensità delle parole e della musica.
“Sarà un’altra serata di grande spessore artistico – spiega il maestro e direttore artistico Giancarlo De Lorenzo –. Questo appuntamento era stato fissato ancora prima del Festival, ci credevamo molto e siamo certi che sarà un evento indimenticabile”.
Cristicchi torna a Sanremo dopo i riconoscimenti ottenuti al 75° Festival con Quando sarai piccola, premiato dalla critica e amato dal pubblico, con oltre 3,5 milioni di visualizzazioni del videoclip e centinaia di contenuti nati spontaneamente sui social. Una città che per lui ha sempre rappresentato un luogo speciale, dal Festival al Premio Tenco.
“Sanremo è un luogo a cui tengo tantissimo – racconta l’artista –. Mai vista così, in questo contesto. Ho avuto una paresi per colpa di un’aria condizionata e i medici mi avevano consigliato di annullare tutta la tournée. Contro il loro parere, sono riuscito a recuperare e non volevo assolutamente mancare a un appuntamento speciale come questo. Cantare accompagnato dall’Orchestra Sinfonica e dal Coro è un qualcosa di raro e prezioso”.
Non solo musica, ma anche incontri che hanno lasciato il segno. “Anche il concerto in concattedrale di San Siro è stato molto toccante. Abbiamo invitato monsignor Suetta ed è nato un bel rapporto. Il diavolo nell’acqua santa! – sorride – riprendendo il titolo del mio disco”.
Cristicchi si racconta a tutto tondo, tra musica e futuro: “Mi manca il cinema. Ho fatto colonne sonore, mi avevano proposto di scrivere sceneggiature e fare regia, ma non mi sentivo pronto. Se mi chiedessero di fare l’attore, ci penserei. Amo l’idea che il concerto abbia anche un valore liturgico, perché la musica è nata per elevare il nostro spirito: è il nutrimento della nostra anima. E con l’orchestra e il coro questo concerto si allarga sempre di più”.
Un artista poliedrico – cantautore, attore teatrale, scrittore e disegnatore – che a Sanremo troverà la cornice ideale per una serata che si preannuncia intensa, emozionante e irripetibile.


























