Questa sera, alle ore 21, il piazzale di Pian di Nave si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto per la terza serata della 26ª Rassegna di Teatro Dialettale “Nini Sappia”, manifestazione che da anni celebra la comicità e la tradizione popolare in lingua locale.
Organizzata dalla Compagnia Stabile Città di Sanremo in collaborazione con il Comune, la rassegna ha trovato nuova linfa nella suggestiva cornice affacciata sul mare, dove il dialetto sanremasco torna protagonista tra applausi e risate.
In scena questa sera la commedia in tre atti “…in paciugu eleturale”, tradotta e adattata da Anna Blangetti per la regia di Sergio Giovannini. Il testo, ispirato a “Il deputato di Bombignac” di Alexandre Bisson, autore francese attivo tra fine Ottocento e inizio Novecento, è stato sapientemente trasposto nella Sanremo del 1913, epoca in cui la città viveva ancora i fasti della Belle Époque. L’ambientazione è una villa nobiliare, dove il Conte Amedeo Rebaudo, interpretato da Carlo Olivari, conduce una vita austera sotto l’occhio vigile della suocera, la Marchesa di Dolcedo, impersonata da Irene Mattioli. La monotonia del conte viene improvvisamente sconvolta dall’arrivo di un vecchio amico e da un’improbabile candidatura alle elezioni, che darà il via a una serie di equivoci e situazioni esilaranti.
Accanto al protagonista, un cast affiatato e ben rodato:
- Fulvio Battistotti nel ruolo del segretario Bernardo,
- Mario Saccoccia nei panni dell’amico Roggero De Canis,
- Carlo Busnelli come il vicino Carlalberto De Vallonis,
- Lorena Moraldo nel ruolo della moglie Adele,
- Luciana Carbonetto come la sorella Matilde
- Cristiana Brucoli nel ruolo della cameriera Petrulina.
La scenografia, curata anch’essa da Anna Blangetti, ricrea con gusto l’atmosfera elegante e decadente della Sanremo di inizio Novecento, tra caffè mondani e serate al teatro Principe Amedeo.
La rassegna, dedicata alla memoria di Nini Sappia, fondatore e anima della Compagnia Stabile, prosegue fino al 6 settembre con spettacoli dialettali provenienti da tutta la Liguria e dal Piemonte. L’ingresso è sempre gratuito, e il pubblico è chiamato a partecipare con entusiasmo, decretando con il proprio applauso il successo delle serate.
Un’occasione per riscoprire il valore del dialetto, non solo come lingua, ma come veicolo di cultura, ironia e identità






