Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, visita i beni confiscati alla mafia a Bordighera. E' giunto nel pomeriggio odierno, sotto scorta, nelle ville confiscate alla criminalità organizzata, accompagnato dalla referente provinciale di Libera Maura Orengo, da Maurizio Marmo, direttore della Caritas Intemelia, da Matteo Lupi, presidente della Spes di Ventimiglia, dal sindaco di Bordighera Vittorio Ingenito, da Donatella Albano, già senatrice Pd della Repubblica Italiana, da don Rito, parroco della parrocchia di San Rocco a Vallecrosia, dagli scout, dai carabinieri, dalla polizia, dalla polizia locale e da diverse associazioni del territorio.
"E' frutto di un percorso, una legge che è passata in extremis, che ha però ancora bisogno di uno scatto in più in questo paese. Sicuramente sono stati fatti notevoli passi in avanti. I beni confiscati sono stati restituiti alla collettività per usi sociali" - dice Don Luigi Ciotti - "Questa proprietà magnifica era in mano esclusiva a dei mafiosi ma oggi diventa un luogo che dà speranza, accoglienza, concretezza e vita alle persone. La confisca è uno schiaffo alla mafia. Una grande sfida culturale ma è anche una grande dimensione sociale".
Un incontro che coincide con il giorno conclusivo di 'Navigare Libera', un viaggio a vela per verità e giustizia che ha toccato diversi porti liguri da levante a ponente. Un modo per ascoltare il territorio, raccogliere idee per costruire progetti per il futuro, riflettere su vari temi, raccontare le storie di impegno civile e sociale. La barca, che ha fatto tappa a Sarzana, Ameglia, Bonassola, Lavagna, Genova, Savona, Diano Marina e Bordighera, è diventata, perciò, uno spazio di relazione, ascolto e confronto. Questa sera il viaggio si concluderà alle 19 a Villa Scarsella a Diano Marina dove vi sarà un incontro con Francesca Rispoli, presidente di Libera, Alberto Lari, procuratore di Imperia, Rocco Sciarrone dell'università di Torino, Maura Orengo di Libera Imperia e ovviamente don Luigi Ciotti. "Quattro porti importanti nel nostro paese dove la criminalità sa come usare per i suoi traffici. La dimensione, in questa provincia, della presenza criminale, dagli ultimi rapporti della direzione distrettuale antimafia, è una presenza molto forte"- afferma don Luigi Ciotti - "Tutto questo non si deve sottovalutare perché c’è il rischio che con il tempo si normalizzi un po’ tutto e si crei un clima di indifferenza e superficialità. Le mafie ci sono, si trasformano, sono forti e, quindi, ben venga questo segno che è uno schiaffo alla criminalità. C’è, però, tanta strada da fare".
"Quanta sofferenza, perché questa modalità non aiuterà certamente a fare uno scatto in avanti nel nostro Paese" - commenta Ciotti riferendosi al via libera del Senato al disegno di legge che introduce la separazione delle carriere per i magistrati - "Come devo dire rispetto anche ad alcuni provvedimenti che sono stati presi nell’arco degli ultimi anni, ad esempio sulla corruzione quando è stata fatta la scelta di escludere il concorso esterno in associazione mafiosa, quando ci si è dimenticati dell’importanza dei reati spia e, quindi, le intercettazioni sono state tutte abbreviate in una certa direzione, e quando il codice degli appalti ha spalancato le porte, soprattutto sui subappalti, agli interessi di quei poteri che hanno altri scopi e altri obiettivi. Sono i segnali che da una parte trionfano, ma dall’altra vanno a demolire quel contrasto e la cosa che ritengo più squallida è fare tutto questo nel nome di Borsellino e Falcone che esattamente volevano non la separazione delle carriere ma volevano una magistratura messa in grado, insieme al lavoro di altri organismi, di contrastare la criminalità in modo più forte. Il grande lavoro, che non è venuto meno nel nostro paese, è stato in gran parte quello dalla magistratura che non è mai venuto meno nel contrasto, ci sono degli esempi anche in questo territorio, il lavoro delle forze di polizia e di alcune istituzioni. Nonostante l'impegno, il sacrificio e i notevoli passi avanti che si sono fatti si parla ancora di mafia. Bisogna estirpare il male alla radice. E' un grande impegno culturale, educativo e di politiche sociali. C'è un lavoro delle istituzioni ma c'è anche un impegno dei cittadini. Abbiamo troppi cittadini a intermittenza, abbiamo bisogno di cittadini responsabili. E' stato importante mettere insieme delle associazioni e tanti cittadini, tra i quali molti giovani. Libera era nata proprio per mettere insieme tante associazioni. C'è ancora tanta strada da fare. Deve esserci una rivoluzione delle coscienze, dei movimenti, delle associazioni e dei cittadini. Non dobbiamo avere paura perché se uniamo le nostre forze possiamo diventare ancora di più una forza".

















































