Nel 2024 la provincia di Imperia è risultata la più dinamica della Liguria sul fronte dei consumi di beni durevoli. Lo rileva la 31ª edizione dell’Osservatorio Findomestic (Gruppo BNP Paribas), realizzato in collaborazione con Prometeia. A fronte di una crescita media regionale dell’1,6% – la più bassa in Italia – Imperia si distingue con un incremento del 4%, trainato in particolare dal settore della mobilità.
In un contesto economico ancora incerto, i consumi della provincia ponentina hanno toccato quota 271 milioni di euro, con una spesa media per famiglia pari a 2.604 euro, in crescita del 3,9% rispetto all’anno precedente. Il comparto più vivace è stato quello delle auto nuove, che ha registrato un aumento del 14,9%, raggiungendo i 48 milioni di euro. Si tratta di uno dei dati migliori a livello nazionale, decimo in classifica tra le 107 province italiane. Bene anche le auto usate, con un incremento dell’8,4% per un totale di 79 milioni, e i motoveicoli, saliti a 26 milioni (+5%).
Più debole, invece, l’andamento dei consumi legati alla casa. Gli unici segnali positivi arrivano dagli elettrodomestici, cresciuti del 2,8% per un valore di 21 milioni di euro. In calo tutti gli altri comparti: mobili (-3,5%, 56 milioni), telefonia (-2,7%, 27 milioni), elettronica di consumo (-4,5%, 6 milioni) e information technology (-7,1%, 8 milioni).
Il dato provinciale si inserisce in un quadro regionale piuttosto fiacco. In Liguria, la spesa complessiva per beni durevoli nel 2024 ha raggiunto i 2 miliardi e 81 milioni di euro, con una crescita dell’1,6% sul 2023. Un ritmo decisamente inferiore rispetto alla media nazionale (+4,5%), che posiziona la Liguria all’ultimo posto in Italia per incremento percentuale. Genova, pur con un valore assoluto elevato (1.135 milioni), è tra le province meno dinamiche del Paese: +0,9%, penultima a livello nazionale. Meglio Savona (+1,6%) e La Spezia (+2,1%), ma è Imperia a guidare la ripresa, con numeri che fanno ben sperare sul fronte della fiducia dei consumatori.
Secondo Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic, il contributo principale alla crescita regionale è arrivato proprio dal comparto mobilità, con un miglioramento generalizzato nelle vendite di auto nuove e usate. Tuttavia, aggiunge, si tratta di numeri che restano ancora inferiori alle medie italiane, e che non compensano la debolezza del settore casa, dove continuano a pesare l’incertezza economica, l’inflazione e la fine dei bonus straordinari.
Nel complesso, Imperia si conferma un’eccezione positiva nel panorama ligure. Un territorio che, pur con una spesa media per famiglia ancora sotto la soglia nazionale, mostra segnali di ripartenza concreta, alimentati da una maggiore propensione all’acquisto e da un tessuto sociale che, almeno in parte, sembra tornare a investire.





