Bordighera consegna alla Caritas Intemelia e alla Spes di Ventimiglia un complesso immobiliare confiscato alla criminalità organizzata. La cerimonia è avvenuta in serata a Montenero alla presenza di autorità civili, locali e regionali, militari, delle associazioni del territorio e di Libera. Con un simbolico taglio del nastro si è così concluso il complesso iter di ripristino della legalità intrapreso dall’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati del Ministero dell’Interno, di intesa con la Prefettura di Imperia e l’associazione “Libera”.
La cerimonia ufficiale definisce la consegna all’associazione “Caritas Intemelia” dell’imponente complesso immobiliare sito a Bordighera: una villa con annessa piscina e terreni confiscata al clan Pellegrino, sodalizio di stampo mafioso legato alla ‘ndrangheta. L’immobile sarà destinato a finalità sociali dando avvio, in particolare, a percorsi di recupero dei giovani, anche mediante attività di “agricoltura sociale”, e a progetti educativi sulla legalità in collaborazione con le locali associazioni.
Il Comune ha, infatti, assegnato a titolo gratuito i beni confiscati con l’obiettivo di trasformarli in spazi di accoglienza e inclusione. L’iniziativa, frutto di una gara pubblica, rientra nell’uso sociale dei beni sequestrati e si inserisce nel quadro di interventi previsti dalla normativa regionale contro le mafie. "Un'occasione importante per l'amministrazione comunale e tutti i cittadini di Bordighera" - afferma il sindaco Vittorio Ingenito - " E' stato un percorso che ha ricevuto un impulso forte".
Una cerimonia organizzata dal prefetto di Imperia Valerio Massimo Romeo. "Grazie a Libera diamo un segnale concreto perché finalmente oggi chiudiamo un procedimento che è durato parecchio. Consegniamo alle associazioni di volontariato, Spes e Caritas Intemelia, la proprietà e l'utilizzo della villa che è stata oggetto di attività criminali. Trovammo, infatti, un covo per latitanti" - dice il prefetto di Imperia Valerio Massimo Romeo, presente insieme al questore Andrea Lo Iacono - "La professoressa Orengo venne da me e mi raccontò la storia che successe in questa provincia: il processo 'la svolta'. Ringrazio tutti coloro che all'epoca riuscirono a far emergere quello che probabilmente già si immaginava in questo territorio. I calabresi erano presenti qui come mafiosi e svolgevano attività illecita. Ringrazio tutte le istituzioni che però da sole non possono fare tutto se non c'è l'ausilio e la collaborazione del mondo del volontariato. Quello di oggi è un momento storico. La svolta odierna è quella della legge: la legalità. Stiamo dicendo a tutti i mafiosi: 'Guardate che lo Stato c'è per prenderci i vostri beni, frutto di attività criminose, e darli a favore della legalità'. Oggi possiamo dire che siamo nella piena proprietà di un bene. Ringrazio anche il sindaco Ingenito che in questi anni ha sempre garantito il fluire di questo immobile. Sono orgoglioso, da calabrese, di portare a compimento un servizio a favore della comunità. Sono orgoglioso che sia proprio un calabrese a restituire i beni confiscati alla criminalità organizzata alla comunità".
Si tratta di un ulteriore traguardo che si pone in continuità con iniziative già intraprese dalla Prefettura di Imperia e l’Agenzia Nazionale, che nell’anno 2024 assegnarono altri terreni in possesso del medesimo “clan” all’associazione di volontariato “Spes”, impegnata anche con i ragazzi disabili. Quegli stessi terreni vennero poi impiegati anche allo scopo di favorire percorsi di formazione al lavoro orientati all’agricoltura e rivolti ai giovani dell’Istituto “Don Bosco” di Vallecrosia, organizzati dal centro di formazione professionale salesiano CNOS-FAP. L'importante risultato rappresenta un altro deciso segnale dell’impegno delle Istituzioni nella lotta alla criminalità organizzata.









