Si tratta di una terapia versatile, capace di aiutare il paziente a recuperare il proprio benessere, ovvero non solo a sanare la frattura ossea, ma anche a ridurre il dolore associato e la rigidità muscolare.
In questo approfondimento ci occuperemo proprio della magnetoterapia intesa come riabilitazione fisioterapica alternativa per chi ha subito una micro frattura o una frattura ossea.
Vedremo come agisce a livello meccanico e funzionale l'azione dei magneti e quali sono i casi in cui questa terapia è consigliata.
Infine, valideremo l'impiego dei dispositivi per la magnetoterapia attraverso le pubblicazioni scientifiche di settore.
Trattamenti alternativi post frattura: la magnetoterapia come soluzione ideale
La magnetoterapia è da intendersi come una terapia fisica alternativa per promuovere la guarigione ossea.
È adatta sia nei casi in cui il paziente abbia una micro frattura, che una vera e propria frattura.
Ma che differenza c'è fra queste due?
Per micro frattura si intende una piccola lesione dell'osso, che però non compromette la struttura portante.
Solitamente è causata da sforzi ripetitivi, posture scorrette o un sovraccarico: per questo viene chiamata anche frattura da stress.
Al contrario, la frattura ossea indica una rottura parziale o totale dell'osso, generalmente causata da un trauma, uno sforzo eccessivo o da patologie che indeboliscono l'osso, così come accade ai soggetti affetti da osteoporosi.
In tutti questi casi, la magnetoterapia per la riabilitazione post frattura rappresenta una scelta ideale, non invasiva e “naturale”, poiché coadiuva i normali processi biologici di guarigione, accelerandoli.
Come funziona la riabilitazione fisioterapica abbinata alla terapia con i magneti
In linea generale, il classico percorso di riabilitazione fisioterapica prevede quasi sempre un protocollo combinato di esercizi vari e avviene dopo che il paziente ha tolto il gesso, mai prima.
È interessante notare, invece, come la magnetoterapia per la riabilitazione post frattura possa essere intrapresa fin da subito, anche in presenza di gesso.
Sì perché i dispositivi di ultima generazione ad alta intensità sono capaci di penetrare in profondità, anche se il paziente è ancora ingessato e/o presenta una fasciatura rigida.
Ciò consente un notevole acceleramento del processo di guarigione, aiutando anche a ridurre dolore e gonfiori.
È chiaro, però, che non tutti gli apparecchi sono adatti a lavorare quando c'è ancora l'ingessatura.
Quindi è fondamentale scegliere il dispositivo per la magnetoterapia perfetto per il caso, come il MAG 2000 proposto da www.magnetopro.it, l'agenzia italiana specializzata nel noleggio di macchinari per la magnetoterapia di ultima generazione, adatti anche alla riabilitazione post frattura.
Più nello specifico, con un apparecchio del genere si può eseguire il proprio percorso fisioterapico direttamente a casa propria, ancor prima di iniziare con i classici esercizi di rinforzo muscolare e funzionale.
Naturalmente, sarà cura del proprio specialista individuare il protocollo terapeutico da assegnare personalizzandolo, così che il paziente possa seguirlo in maniera precisa e senza intoppi.
Come agisce nell'ambito della guarigione ossea
Come abbiamo visto, l'integrazione della magnetoterapia nel percorso riabilitativo non sostituisce la fisioterapia classica, ma la potenzia, agendo a livello cellulare e favorendo una guarigione più rapida ed efficace.
Vediamo ora, nel dettaglio, come l'azione dei magneti funziona per la guarigione ossea.
1. Accelerazione del processo di guarigione
La magnetoterapia agisce a livello cellulare stimolando l’attività degli osteoblasti, le cellule responsabili della formazione del nuovo tessuto osseo.
I campi elettromagnetici pulsati (CEMP) migliorano l’ossigenazione e il metabolismo locale, creando un ambiente favorevole alla rigenerazione ossea.
Tale processo accelera la saldatura della frattura e riduce il rischio di ritardi nella guarigione e ciò si rivela particolarmente utile nei pazienti anziani o con fragilità ossea.
Inoltre, favorisce una mineralizzazione più efficace del callo osseo, rendendo l’osso neo formato più resistente.
2. Riduzione del dolore
Un vantaggio della magnetoterapia applicata in un protocollo di riabilitazione post frattura è quello di ridurre il dolore del paziente.
Svolge, infatti, un’azione analgesica naturale, modulando l’attività dei recettori nervosi e favorendo il rilascio di endorfine, le sostanze chimiche endogene che riducono la percezione del dolore.
Inoltre, migliora la micro circolazione e riduce l’infiammazione locale, due fattori che spesso contribuiscono al dolore post frattura.
Ciò consente al paziente di affrontare con maggiore serenità le sedute fisioterapiche, nonché di ridurre l’assunzione di farmaci antidolorifici.
3. Miglioramento della mobilità
Il campo magnetico pulsato stimola il drenaggio dei liquidi in eccesso e la risoluzione dell’edema, due tra le principali cause di rigidità articolare dopo una frattura.
Inoltre, promuove il rilassamento delle tensioni muscolari che si sviluppano intorno all’area immobilizzata, facilitando i movimenti fin dalle prime fasi della riabilitazione fisioterapica.
Questo si traduce in un recupero più rapido della funzionalità articolare e in una maggiore efficacia degli esercizi fisioterapici.
4. Aumento della micro circolazione
La magnetoterapia agisce sui vasi sanguigni più piccoli, promuovendone la dilatazione e migliorando il micro circolo.
Questo incremento del flusso sanguigno favorisce un apporto costante di ossigeno, minerali e sostanze nutritive fondamentali per la rigenerazione ossea e dei tessuti molli circostanti.
Inoltre, una migliore circolazione accelera l’eliminazione delle scorie metaboliche e dei mediatori infiammatori, creando un ambiente più favorevole alla guarigione e al benessere del paziente.
Cosa dice la scienza
La riabilitazione post frattura operata con la magnetoterapia trova positivo riscontro anche in ambito scientifico, riprova che si tratta di un metodo che, seppur alternativo, offre comunque delle performance ottimali.
Uno studio clinico prospettico greco ed inglese del 2012, pubblicato sul Journal of Orthopaedic Surgery and Research, ha analizzato un campione di pazienti con fratture alla tibia non consolidate o in rallentato consolidamento.
I soggetti trattati con la magnetoterapia hanno riportato un tasso di guarigione dell'87%, rispetto ad altri metodi.
Un altro studio del 2024, promosso dall'Università di Tel Aviv e pubblicato su PubMed, ha analizzato l'impiego della magnetoterapia nei soggetti con ingessatura.
I risultati hanno empiricamente dimostrato che i soggetti trattati con la magnetoterapia hanno avuto una guarigione ossea più rapida rispetto agli altri, con un tempo di rimozione del gesso significativamente più breve.
Di fatto, anche la scienza conferma la bontà di questo protocollo, suggerendolo non più come alternativa alla riabilitazione delle fratture ossee, ma come prassi ormai conclamata ed efficace.
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