Sabato, al Giardino di Irene Brin, verrà presentato il suo libro postumo. "Sono stato" sempre pubblicato dall'Einaudi. Interverranno Mauro Bersani, della casa editrice Einaudi, ed Enrico Testa, poeta e docente di Storia della Lingua Italiana presso l’Università di Genova.
Quello di Ernesto Franco è stato un ciclo editoriale lungo e felice. Entrato in Einaudi nel 1991 come editor della saggistica, per poi andare a dirigere le collane letterarie, dal 1998 ha assunto il ruolo di direttore editoriale e, negli ultimi anni, anche quello di direttore generale. È stato il direttore editoriale di più lungo corso di tutta la storia dell’Einaudi. Una figura di grande rilievo sia intellettualmente che umanamente. E' sotto la sua direzione che Francesco Biamonti pubblicò "Le parole la notte". Fu amico affettuoso di Francesco, anche per le comuni radici liguri e dopo lasua scomparsa ha continuato, con attenzione e disponibilità, a dar valore alla presenza dei libri di Biamonti nel catalogo einaudi. Nel 2003, partecipò al convegno "Le parole, il silenzio" svoltosi fra San Biagio e Bordighera, portando una preziosa testimonianza.
Questo singolare autoritratto di fantasia è una scommessa narrativa che sfida l’esperienza individuale per farsi letteratura, trascendendo ciò che esiste di piú intimo e personale, cioè il racconto della propria vita, per rivolgersi proprio a tutti. Alla base di Sono stato c’è l’intuizione di interrogare e ripercorrere, senza remore né pudore, i molti volti e le molte fisionomie della persona con cui l’autore ha intrattenuto negli anni la frequentazione piú duratura: se stesso. E cosí i frammenti di un’esistenza riaffiorano e sfilano davanti ai nostri occhi in un elenco toccante di ricordi, di evanescenze sognate e di istanti vagheggiati. Su questo palcoscenico dell’immaginazione la memoria gioca a nascondino con la letteratura, tra seminari lacaniani e pomeriggi d’amore, pranzi di Natale a base di hashish e scuole di recitazione, componendo un ritratto mobile e intenso di uno scrittore, di un editore, di un uomo, a cui il destino ha consegnato la qualità rara di saper tenere insieme grazia e passione. E mentre il mare di Genova scintilla nel blu e si confonde col cielo, ha scritto un libro in cui risuona un’eco profondamente magica. «La vita intanto passa. Questo lo sappiamo tutti. E i giuramenti, a guardarli da lontano, non sono altro che un atto di superbia di piccoli uomini di fronte all’universo immenso. Vien da ridere, ma, a pensarci bene, sono la profezia di un peccato».
Seguirà un piccolo momento conviviale.





